E' di qualche ora fa la notizia riportata su ANSA del recente studio condotto dall'Istituto di studi sulla paternità, secondo cui 9 padri su 10 decidono di assistere al parto. Padri moderni, sempre più presenti e desiderosi di partecipare alla vita del pargolo sin dai primi istanti di vita. Uomini meravigliosi che non si fermano davanti a un pannolino pieno di pupù, uomini che si svegliano la notte per dare da mangiare al piccolo, uomini che hanno capito che la vita dei propri figli non deve dipendere a 360° dalla madre, che spesso, ad oggi, si trova a dover svolgere le mansioni di moglie, madre e lavoratrice.

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La collaborazione domestica non fa altro che alleggerire il carico di lavoro che grava sulle spalle della donna e questo pare che gli uomini lo abbiano finalmente capito.

La società ci impone standard elevati

Viviamo ormai in una società che ci impone standard elevati, tenori di vita di un certo livello, ai quali si può sopperire solamente lavorando, instancabilmente, a volte anche tutto il giorno.

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E questo è ciò che faceva la ragazza di 21 anni, di origine moldava, uccisa qualche giorno fa dall'ex fidanzato, 19enne, anch'egli di origine moldava, che non accettava la fine della loro relazione. Ed eccoci qui a parlare del rovescio della medaglia, di quegli "uomini" (se tali si possono definire), che vedono la donna come un mero oggetto, un giocattolo di propria proprietà, che, come i bambinetti viziati e capricciosi, non accettano di perdere o di cedere ad altri.

Sono esseri questi che discostano molto dal genere di UOMO sopracitato. Non si tratta di padri di famiglia, mariti, uomini lavoratori, devoti al 100% alla propria famiglia e alla donna che hanno al proprio fianco, costoro sono feccia, reietti e infami che uccidono con le parole e spesso anche con i fatti.

Non si riesce a trovare una via di mezzo

Non si riesce a trovare una via di mezzo e , sinceramente , spero non esista una via di mezzo per "classificare" gli uomini: auspico un futuro ricco di grandi uomini, un futuro nel quale non si debba accendere la TV, aprire il giornale, cliccare su ANSA, su Google, su BN, e leggere di Roberte Ragusa, di Sare di Pietrantonio, di Debore Desiree Fuso.

Spero per ognuna di noi mamme che le nostre figlie possano sempre avere la capacità di leggere l'animo delle persone che le circondano, che possano capire ogni loro sguardo e ogni loro gesto; spero che non si pieghino davanti alle umiliazioni, davanti alle parole, davanti ai soprusi di questi mezzi uomini.

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