Partiamo ovviamente dal portiere, il numero uno in tutti i sensi nella Juventus, ossia l'erede di Gigi Buffon. Tra i portieri ci sono Laurentiu Branescu, classe 1994 della Dinamo Bucarest, e Francesco Joyce Anacoura, dell’Ancona. Ma forse ci sarà quel Gigio Donnarumma che tutti vogliono, ma solo la Juve può prendere. Passiamo alla difesa, in cui mettiamo in prima linea Daniele Rugani, classe 1994, che si trova già al secondo anno con la maglia bianconera, in cui sta maturando molto sia come personalità che dal punto di vista tecnico. Poi c'è quel Mattia Caldara, anche lui della stessa classe 1994.
Come terzino destro ci sarà Pol Lirola, attualmente in forza al Sassuolo. E' un terzino molto forte in fase offensiva, e possiede un grande scatto con la palla al piede. Poi ci sarà Federico Mattiello, classe 1995. Forte sia in fase offensiva che difensiva. A centrocampo potrebbe esserci Rolando Mandragola, classe 1997, rimasto in prestito al Pescara fino al termine della stagione. Molto tecnico e tattico. Poi potrebbero esserci a completare la rosa del centrocampo Andrés Tello classe 1996 e Luca Clemenza classe 1997. Un nuovo Pirlo. In attacco potrebbero esserci Moise Kean classe 2000 come punta, che milita nella primavera, con Riccardo Orsolini classe 1997 acquistato dall'Ascoli e Marko Pjaca classe 1995.
Allegri ha già fatto esordire Kean in serie A e Champions League.
Beppe Marotta e Paratici stanno facendo un buon lavoro, sia per il presente che per il futuro. Soprattutto con diverse società di calcio, che sono una vetrina per i molti giovani, che la squadra bianconera riesce a "sfornare" dal proprio vivaio. Poi c'è tutta l'area delle cosiddette riserve: da Mattia Del Favero, classe 1998 in porta a Filippo Romagna, Pol Garcia Tena in difesa. Poi potrebbe esserci anche l'ennesima sorpresa che Marotta e Paratici potrebbero regalare a questa grande squadra, ossia Rodrigo Bentancur. Ma adesso c'è anche e soprattutto da pensare alla conquista del triplete con la squadra titolare. Certamente non sarà facile raccogliere una eredità così importante, da parte di molti giovani.
Ma la forma mentis e la quadratura che la società bianconera imprime dentro e fuori lo spogliatoio sono fondamentali per poter vincere e soprattutto per creare una mentalità vincente. E questo i giovani che ci sono e quelli che arriveranno lo sanno, altrimenti non potrebbero far parte di questa grande società.