Noi appassionati del genio Noah Hawley aspettavamo la terza serie di "Fargo", conio narrativo ispirato dal film di Ethan e Joel Coen, come si attende una luce che ti dia la possibilità di ripartire. E non siamo rimasti delusi. Già dalla prima scena che ci portava in una Berlino Est (è il 1988) con un interrogatorio poliziesco di un sospetto non-sospetto che ci riportava nelle pagine di un Kafka.

Transfert temporale nel 2010

Improvvisamente il transfert temporale nel Minnesota 2010 con nuovi attori e nuove vicende. Ci sono i fratelli Emmit e Ray Stussy, interpretati entrambi da un magistrale Ewan McGregor: il primo ha fatto fortuna, l'altro, un agente di custodia, è invece un pò in bolletta, ma si reca dal più facoltoso nella speranza di avere l'ennesimo prestito per comprare alla sua nuova compagna di vita Nikki (Mary Elizabeth Winstead), con la quale ha un obbligo poliziesco, un anello di fidanzamento.

Al diniego di Emmit, Ray incarica Maurice (Scoot McNairy), un altro balordo, di riprendersi da casa del fratello un francobollo di grande valore. Ma per un errore di persona viene ucciso il padre di una poliziotta di Eden, Gloria Burgle interpretata da Carrie Coon: c'è sempre una poliziotta-buona protagonista in "Fargo".

Il successo della prima puntata di Fargo 3

Con le musiche meravigliosamente adatte alle sequenze piene di neve e di oscurità d'animo di Jeff Russo, altro fuoriclasse della produzione MGM, la prima puntata, trasmessa in Italia lunedì 8 maggio alle 21.15 su Sky Atlantic, è già entrata come le migliori narrazioni nel vivo delineando tematica e personaggi, con un ché di mistero rappresentato dal cappello metaletterario introduttivo.

E' incredibile come, passando le storie differenti cronologicamente e nei personaggi interpretati da diversi attori, tutti di grande nome, rimanga l'atmosfera di "Fargo". Un'atmosfera che ogni spettatore coglie ma che solo Noah Hawley ha saputo definire: "Fargo non è un luogo, ma uno stato mentale. E' una vera storia criminale dove la realtà è più strana della finzione e i buoni devono affrontare qualcosa di orribile".

"Questa è una storia vera",dichiara nell'esergo Hawley, alla quale sono stati tolti i nomi delle vittime ma mantenute cronachisticamente le vicende per rispettarli. Non sappiamo se sia la verità: immaginiamo che Hawley, che ha esordito anche nella narrativa con Einaudi, sia il vero deus ex machina della storia iniziata e poi prodotta esecutivamente dai grandi Coen.