Ieri, domenica 11 giugno, si sono svolte le elezioni amministrative in Italia, contemporaneamente al primo turno delle elezioni legislative in Francia. Protagoniste, nel bene e nel male, i partiti/movimenti anti-sistema.

Stesse battaglie, destini differenti

Da una parte il movimento 5 stelle, fondato da Beppe Grillo nell’ottobre 2009 e che, dalle elezioni politiche del 2013, ha delineato nel nostro paese un marcato tripolarismo, insieme al Partito Democratico e il Popolo delle Libertà (oggi Forza Italia che insieme alla Lega Nord, rappresentano il polo di centro-destra); dall’altra, l’ “En Marche!” fondato da Emmanuel Macron nell’aprile del 2017, ex Ministro del Governo di Manuel Valls e attuale Presidente della Repubblica francese.

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In breve, quello che il Movimento 5 Stelle è riuscito a fare dal 2009, riuscendo ad essere il partito più suffragato nelle ultime elezioni politiche del 2013, “En Marche!” è stato capace di farlo in circa due mesi di vita. Movimento 5 Stelle e “En Marche!”, nonostante le loro divergenze su alcuni temi, in primis l’Europa, sono legati dalla comune battaglia di battere l’inadeguatezza dei soliti partiti e proporsi come alternativa di governo. Tuttavia, mentre si assiste al trionfo di “En Marche!” che conferma la caduta di repubblicani, socialisti e “patrioti”, contestualmente si palesa la debacle del Movimento 5 Stelle; lo stesso Movimento 5 Stelle che, dopo le vittorie registrate nel 2016 a Roma e Torino, in queste amministrative risulta essere escluso dai ballottaggi nelle grandi città (anche nella Genova di Beppe Grillo), garantendo così il ritorno in auge delle storiche coalizioni di destra e sinistra che si contenderanno l’elettorato “grillino” nei ballottaggi del 25 giugno.

L'inganno delle amministrative

Dunque, un duro colpo per il Movimento 5 Stelle che probabilmente accusa il colpo della concentrazione mediatica sulla condotta dell’amministrazione Raggi nella Capitale, lo scandalo di Cassimatis a Genova e altro ancora.Le innumerevoli ragioni che hanno spinto gli elettori a “punire democraticamente” il Movimento 5 Stelle, potrebbero in realtà significare un invito al movimento a “fare di più” e non, come potrebbe apparentemente sembrare, un ringraziamento e incoraggiamento sia Partito Democratico che al centro-destra (unito).

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Nazionalizzare” un voto locale potrebbe essere una squisita tentazione per il Partito Democratico e centro-destra che, in vista di questi risultati, potrebbero riprendere celermente i lavori per una nuova legge elettorale e invocare elezioni anticipate al più presto. Tuttavia, al di là della luce potrebbe nascondersi un treno pronto a investirli. Sarebbe opportuno non trascurare che il Movimento 5 Stelle è ancora, a livello nazionale, il partito più suffragato insieme al Partito Democratico (entrambi si attestano al 30%, secondo i sondaggi IPSOS).

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