Immaginate questa storia. Un bel giorno di primavera un Governo si sveglia e impone a tutti i cittadini la bellezza di 12 vaccinazioni obbligatorie per i propri figli, dopo che da vent'anni l'obbligatorietà della vaccinazione è fuori corso. Immaginate cosa succederebbe se quel giorno fosse oggi e il governo in ballo fosse quello italiano. Il mix di elementi costituirebbe un cocktail degno di una sbronza da capogiro per l'opinione pubblica. C'è poco da immaginare... Here we are!

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Il caso italiano

Il primo elemento della nostra bevanda è l'Italia: il paese della sfiducia, una sfiducia alimentata da anni di crisi e disillusione politica. Una sfiducia che ha anche radici storiche, perché per gli italiani il governante è da tempo immemore lo straniero. L'istituzione è il nemico. E questa idea è la cellula base del DNA culturale italiano. Mai fidarsi! Perché in Italia ci sono tanti vaccini obbligatori e in Europa no? Forse è solo perché negli altri paesi i genitori vaccinano senza essere obbligati.

Vaccini: perché fare l'esavalente quando gli obbligatori sono solo ... - wired.it
Vaccini: perché fare l'esavalente quando gli obbligatori sono solo ... - wired.it

Ma già il fatto che si guardi agli altri paesi europei la dice lunga sulla peculiare situazione italiana. Forse, se ce l'avesse detto la Merkel, i vaccini li avremmo fatti senza tante storie.

Europa, scienza e autorità

Il secondo ingrediente è il contesto storico. Qui è l'Europa stessa a essere costantemente avvolta nella nube dell'incertezza. Ed è l'occidente con tutto il suo apparato di certezze scientifiche che risulta imbarazzato nel tentativo di mantenere una dignitosa aplomb.

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Lo status di voce autorevole è oggi un trofeo di battaglia da conquistare con una lotta all'ultimo sangue. I canali comunicativi sono spalancati e gli attacchi vengono da tutte le parti. Nel web qualsiasi santone può scrivere e vendere tutto e apparire un saggio senza sapere niente. E allora? Allora occorre un lavoro per guadagnarsi l'opinione pubblica, indipendentemente dalla posizione in cui ci si trova.

L'atteggiamento del ministero

Così fa sorridere che, in questo quadro, un ministro si metta in cattedra così ingenuamente imponendo ai genitori italiani, semplicemente per il fatto di essere ministro, ciò che è bene per i propri figli in termini di salute.

La totale assenza di una qualche considerazione dell'opinione pubblica da parte dell'establishment è un segno eloquente del fatto che chi dirige questo paese non sa leggere il suo tempo. Né, forse, il passato.

La cattiva consigliera

Come corollario di questo atteggiamento sommario, la fretta con la quale, in assenza di una reale emergenza sanitaria, si è messo mano alla legge ha fatto da agente esplosivo. Chi si muove velocemente di solito ha qualcosa da nascondere.

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E che dire del fatto che adesso i vaccini obbligatori sono passati da 12 a 10? Perché a questo punto non renderne obbligatori solo 8, o 6, o 1...? L'impressione che viene data è di una negoziazione sulla salute dei bambini. E i genitori, toccati sul loro punto più vulnerabile, si sentono ricattati. Il quadro insomma è buio: una lavagna vuota su cui ogni dietrologia ha buon gioco.

La crisi della politica

Il fatto è che non spetta a blogger, giornalisti, dietrologisti o santoni decidere se si debbano o non si debbano fare i vaccini.

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Sarebbe davvero compito del ministero della salute. Ma questo ministero, come tutto l'apparato statale, ha raggiunto un livello di autorità tremendamente basso. E se è vero che oggi non c'è una vera emergenza sanitaria è altrettanto vero che ormai da tempo esiste una preoccupante emergenza di credibilità politica. La questione vaccini è allora solo un capitolo di una storia più grande. Ed è guardando con quest'occhio che il governo, se davvero non ha niente da nascondere, si deve impegnare per una informazione limpida e convincente.

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