Il calciatore piú amato? No, non è lui... Il piú pubblicizzato? No, nemmeno... Quello che piú incarna il senso estetico del calcio? No, siamo fuori strada. Giorgio chiellini non è nulla di tutto ció. Non è un talento naturale, ma è un talento costruito nel tempo. Non quel talento che ruba la scena, ma è un talento per capacità di concentrazione nell'arco dei 90 minuti e per forza e cattiveria agonistica sprigionate su ogni singolo pallone.

I titoloni dei giornali saranno tutti per Dybala, le prime pagine sono state tutte per Pogba e i bambini ameranno tutti Del Piero, ma uno dei grandi artefici di questa Juventus stellare è ed è stato proprio lui. In sordina, in silenzio. Senza mai dare troppo nell'occhio.

Le origini

Chiellini nasce nelle giovanili del Livorno, nel ruolo di terzino sinistro. È "sgraziato" nei movimenti, non troppo fluido nella corsa, ma ha una gran voglia di "spaccare il mondo".

È il classico "terzinaccio" in voga a quei tempi. Tanta corsa e cattiveria agonistica. La Roma ne nota subito le qualità soprattutto in fase difensiva e ne acquista la comproprietà dalla sua società di origine, lasciandolo peró giocare ai Toscani fino all'estate del 2004. A questo punto la Roma, guidata dall'allora DS Franco Baldini, avendo il mercato bloccato a causa della vicenda Mexes, trova comunque un accordo col presidente del Livorno Spinelli: Chiellini sarebbe andato ai giallorossi da subito, con alcuni giovani che avrebbero raggiunto la squadra Toscana a Gennaio.

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Juventus

Ma la Juventus si inserisce all'ultimo minuto e il calciatore non ha dubbi: sarà bianconero.

Chiellini stesso disse che Franco Baldini non prese per niente bene questa mossa e ne seguì una furibonda litigata con i dirigenti Toscani. Se un uomo di calcio come l'ex DS giallorosso arrivò a tal punto per un giovane calciatore del Livorno, significa che forse avremmo dovuto capire da subito la stoffa di questo "ragazzino".

Una volta approdato alla Juventus inizia a giocare da difensore centrale. Beh...il resto è storia. Le 94 presenze con la nazionale Italiana sono solo il culmine di una carriera fantastica.

'The greatness' di Giorgio Chiellini

In un calcio che richiede ai propri difensori dei piedi "educati", nel calcio dei Raphael Varane, Aymeric Laporte e Mats Hummels, in un calcio che richiede appagamento del proprio senso estetico anche ai difensori, Giorgio chiellini è, ormai da anni, il miglior difensore Italiano e uno dei migliori d'Europa. Giorgio Chiellini è la voce fuori dal coro. E' la voce apparentemente stonata facente parte di un "coro" di difensori qualitativamente molto dotati.

Non ha l'eleganza di Sergio Ramos, non ha la qualità di Bonucci o la rapidità di Thiago Silva, ma ha la capicità di imporsi a grandissimi livelli grazie ad un grande senso tattico e capacità di anticipo sull'avversario. Difficilmente sbaglia una lettura difensiva, difficilmente pecca in un 1 vs 1 contro l'attaccante. Nato terzino grazie ad un ottima spinta sulla fascia, ha avuto la capacità di trasformare questa qualità in un ottima velocità di base nei primi passi, che gli permette di non essere saltato nemmeno da avversari molto veloci.

Se poi l'attaccante decidesse di sfidarlo nel corpo a corpo fisico...beh, a occhio e croce non ne uscirebbe vincitore.

Chiellini è un esempio, per tutti. Nel calcio degli scarpini alla moda. Nel calcio del taglio dei capelli "fico". Nel calcio a colpi di twitter più che del rettangolo verde, Chiellini insegna che con il duro lavoro si può fare strada. Chiellini insegna che, dove non arriva la classe e l'eleganza, arriva la forza di volontà. E il nostro Giorgio, in questo, è il numero uno.

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