Cosa separa l’uomo agli animali? Spesso a questa domanda la maggior parte delle persone risponderebbe, senza alcun dubbio, che l’uomo è dotato di razionalità. In realtà le scelte che prendiamo ed il modo in cui ragioniamo ha poco di razionale: l’essere umano, così come l’animale, si serve perlopiù del proprio istinto, anche se in modo inconscio, ovvero senza averne consapevolezza.

Gli studi su come le persone prendano decisioni sono stati svolti principalmente da Tversky e Kahneman a partire dalla seconda metà del 1900. Possiamo dividere questi studi in base a tre modelli: il modello normativo, il modello descrittivo e quello prescrittivo.

Il primo modello presuppone che l’uomo sia dotato di perfetta razionalità e spiega com’è che l’uomo dovrebbe prendere decisioni ed agire in virtù di essa. In sostanza non si tratta che di una lista di norme e regole logiche che l’essere umano deve seguire quando si trova davanti ad un problema o a dover compiere una scelta, dalla più banale (come decidere quale pizza mangiare) alla più complessa ed importante (ad esempio decidere se sposarsi, quale percorso universitario intraprendere, se accettare un’offerta lavorativa). Un esempio del comportamento umano secondo il modello normativo è rappresentato dal paradosso di San Pietroburgo: supponiamo che ad una persona venga chiesto di giocare al lancio della moneta.

Il giocatore riceve 1€ se esce testa al primo lancio, 2€ se esce testa al secondo lancio, 4€ se esce testa al terzo lancio e così via. La posta in gioco dunque si raddoppia ad ogni esito positivo per la persona che sta giocando, al primo lancio in cui non esce testa il gioco si conclude e la persona vince ciò che ha guadagnato fino a quel momento.

Il prezzo da pagare per partecipare a questo gioco dovrebbe essere una somma estremamente elevata, perché considerando un numero infinito di lanci, il valore della vincita è infinito. Un giocatore perfettamente razionale dovrebbe quindi essere disposto a pagare cifre molto alte, ma questa osservazione è ovviamente in contrapposizione con il fatto che più si paga per giocare meno sono le possibilità di guadagnare più di quanto si è pagato.

E’ proprio in questa contraddizione che consiste il paradosso di San Pietroburgo.

Ogni persona non gioca seguendo uno schema logico-matematica, ma in base al valore personale che da alla somma di denaro vinto: il modello descrittivo si propone appunto di descrivere il reale comportamento dell’uomo di fronte alle decisioni. Viene così formulata la teoria dell’utilità attesa: ogni problema viene interpretato personalmente e la persona lo affronta valutando in modo soggettivo il valore delle possibili conseguenze di una o di un’altra decisione. Ne è un esempio quando si deve scegliere il percorso scolastico da intraprendere: se scelgo la scuola che mi piace posso ottenere risultati più soddisfacenti, ma magari se ne scelgo un’altra ho più opportunità lavorative per il futuro, o in un’altra ancora manterrei le amicizie che ho coltivato precedentemente.

Ognuna di queste possibilità mi porta a delle conclusioni diverse e ogni persona da un significato, un valore differente a ciascuna.

Quindi cosa succede quando ci troviamo di fronte ad una scelta?

Il modello prescrittivo, infine, coniuga i primi due: vengono riconosciuti ed accettati i limiti razionali dell’uomo e si da una definizione di comportamento logico: un comportamento è razionale quando la persone sceglie l’opzione migliore e più soddisfacente per sé, anche nel caso in cui una decisione si basi su un’intuizione. E’ stato infatti dimostrato che mettiamo spesso in pratica un ragionamento intuitivo quando, per esempio, ci troviamo di fronte ad un problema che già conosciamo o che assomiglia ad una situazione conosciuta (è come fare un puzzle per la terza volta o come guidare una macchina diversa dalla propria: ha delle caratteristiche diverse, ma sappiamo pur sempre guidarla).

L’intuizione viene utilizzata dai professionisti: pensate ad un medico che riconosce un infarto in corso dai primi sintomi (dolore al mignolo sinistro, dolore acuto alla schiena o alla pancia). La caratteristica positiva dell’intuizione, dunque, è che ci permette di risparmiare tempo, essa è una decisione veloce ed immediata. L’aspetto negativo, invece, è che l’intuizione non poggia su alcuna sicurezza: è un’approssimazione, un calcolo delle probabilità che spesso induce a degli errori. Questo piccolo esercizio ne è un esempio: negli Stati Uniti si muore maggiormente per un omicidio o per diabete? Sempre negli Stati Uniti, si muore maggiormente per un tornado o un fulmine?

Nella maggior parte dei casi le persone rispondono che si muore maggiormente per omicidio e per tornado.

In realtà le principali cause di morte sono il diabete ed i fulmini: spesso si da un giudizio errato perché si calcolano le possibilità e le probabilità in base alle proprie ristrette conoscenze, come per esempio il fatto che negli Stati Uniti è diffusa la vendita di armi (e dunque si pensa che l’omicidio sia tra le principali cause di morte) e che molti mass-media riportano le notizie di stragi dei tornado (e quindi si pensa che il tornado uccida più dei fulmini).