Di storie singolari ne leggeremo sempre e non finiremo mai di stupirci. Arriva dalla Cina la discussa notizia della clonazione di due macachi [VIDEO]che per la scienza è un passaggio obbligato verso la clonazione [VIDEO]dell'uomo per poter curare malattie e permettere trapianti fin ora impensabili. Al progresso scientifico si contrappone la morale ecclesiastica, ma anche la ratio umana, la prima vede questi esperimenti come una minaccia addirittura per l'estinzione della nostra specie ("è una minaccia per il futuro dell'uomo" dice il cardinale Elio Sgreccia ex portavoce del Vaticano sui temi della bioetica). Ma l'uomo, quella razza che rischierebbe l'estinzione, ne combina di ogni genere ogni giorno.

Paradossale un'altra notizia che arriva dall'Arabia Saudita dove partecipanti ad un concorso di bellezza sono stati squalificati per abuso di botox e fin qui "nulla di nuovo". Ciò che rende questa vicenda praticamente unica nel suo genere è che ad essere esclusi sono stati dodici cammelli.

Dodici bellissimi cammelli

Già proprio così, dodici bellissimi cammelli che, a giudizio dei rispettivi proprietari. non erano poi così accattivanti, e allora giù con qualche ritocchino qua e là. Una punturina sul muso, un paio sui glutei ed il gioco è fatto. La domanda è doverosa, perché dover così animali nobili e grandi lavoratori come questi poveri cammelli? La risposta è abbastanza facile da trovare: l'avidità dell'essere umano è incalcolabile, molto di più dei 57 milioni di euro (spicciolo più spicciolo meno al cambio di valuta) dell'ammontare del montepremi per questa singolare esibizione di bellezza, tra l'altro la più importante del paese saudita che si tiene tutti gli anni e vede partecipare cammelli da tutto il Medio Oriente.

Forse invece di occuparci di quanto sia opportuno o meno clonare topi, pecore o scimmie dovremmo focalizzare di più l'attenzione su come l'uomo debba vivere più in sinergia con l'ambiente e gli animali che lo circondano senza ergersi a essere superiore che tutto decide e tutto può. Se dovessimo continuare a ragionare così, in un mondo dove la razza umana può sperperare, inquinare, alterare, modificare, distruggere il patrimonio che madre natura ci offre, allora si che rischieremmo seriamente l'estinzione. E allora, come sempre, la conclusione che l'unico reale responsabile che potrebbe causare l'estinzione della nostra specie è proprio quel lesionistico quanto infantile essere umano. Che per il suo smisurato ego e per il suo enorme ritorno economico farebbe di tutto, anche uccidere la madre (in questo caso madre natura).