In uno Stato che fa del consumo il suo principale guadagno, sarebbe necessaria una tendenza al risparmio da parte dei cittadini per fronteggiare la crisi economica e non solo. Viviamo in una società che fa della corruzione, dei soldi e del guadagno delle multinazionali i capisaldi di ambizioni politiche e di carriere migliori, alimentando la disuguaglianza tra i cittadini. Viviamo in una realtà che tradisce il principio di libertà, tanto sudato e combattuto dai nostri antenati. Viviamo in una società che richiama ad un fittizio principio di uguaglianza che si astiene dinanzi al colore della pelle.

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La nostra società

In che società viviamo? Quale principio etico viene perseguito da una comunità di "fannulloni" che non fa nulla, se non lamentarsi? Una realtà che fa riferimento a dei diritti senza compiere i propri doveri non è una società, ma uno stato di regressione primitivo che richiama ad un'esaltazione di se stessi, e che lascia una sfumatura di arroganza che l'uomo non è in grado di combattere.

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Ad una crisi economica segue anche una crisi sociale, un decadimento dettato dal tradimento di quei valori tradizionali che hanno posto le radici della nostra Repubblica e della democrazia.

I giovani e il loro decadimento

L'amore per la patria che ha caratterizzato gli anni precedenti non esiste più, anzi, i giovani tendono ad emigrare in altri Stati che non fanno del loro scheletro il malaffare, in nazioni che credono nel futuro, che costruiscono il presente guardando al passato e che rendono onore alla propria terra.

I giovani cercano sincerità, lavoro e guadagno, ma soprattutto vorrebbero cambiare il mondo, ma ciò non gli è permesso.

Sì, non gli è permesso perché quello Stato di "risparmio" si fa sentire sulla loro pelle, sulle loro teste: il giovane si oppone alla manipolazione dei poteri forti, tenta di tagliare i fili che cercano di influenzare la sua mentalità, ma in un Paese che ha il suo epicentro nella corruzione e nella raccomandazione, quei fili sembrano essere impossibili da recidere.

Allora non parliamo di nichilismo tra i giovani, non richiamiamo i grandi filosofi per spiegare fenomeni psicologici attuali, non sminuiamo la generazione che costituirà il nostro futuro, perché il giovane cerca semplicemente la sincerità.

In questi ultimi tempi, si sono date molte interpretazioni della crisi giovanile, ma in pochi sono riusciti a focalizzarsi sull'aspetto principale del problema: la mancanza di trasparenza e sincerità.

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Dunque è necessario che le varie forze politiche, dal PD alla Lega, passando per il Movimento 5 Stelle e Forza Italia, si diano da fare affinché ai nostri giovani venga permesso di costruire quel futuro sereno a cui tutti aspirano, ma che ancora nessuno riesce a vedere all'orizzonte.

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