Il tema degli annunciati interventi previdenziali, promessi in campagna elettorale attraverso lo slogan “Aboliamo la Legge Fornero” giunge adesso, con la piena operatività dell’esecutivo dopo la pausa estiva, al momento della verità. Ovvero, finalmente si potrà capire quali dei tanto promessi interventi, come Quota 100 e Quota 41 e l’indispensabile nona salvaguardia per gli esodati, potranno essere realizzati ed in quale modalità.

Gli auspici per provvedimenti di flessibilità previdenziale

Attraverso questa testata giornalistica, con un articolo in data 26 agosto 2018, Stefano Calicchio riporta gli “auspici dei comitati per la prossima ripresa dei lavori parlamentari in merito alla realizzazione dei provvedimenti di flessibilizzazione dell'uscita dal lavoro [VIDEO]”.

L’articolo di Calicchio riporta anche le dichiarazioni sul tema previdenziale di Orietta Armiliato, che in particolare esprime il suo augurio che le Commissioni Lavoro del Parlamento si apprestino ad affrontare questa materia attraverso provvedimenti da includere nella prossima Legge di Bilancio per l’anno 2019.

Interventi per gli esodati necessari prima Legge di Bilancio 2019

L’articolo citato, e le relative dichiarazioni riportate nei paragrafi precedenti, non danno però il giusto e dovuto risalto al non ancora risolto tema degli esodati. Vale la pena ricordare che esistono ancora alcune migliaia di esodati senza salvaguardia, ovvero persone che hanno perso il lavoro prima dell’introduzione della riforma Fornero nel gennaio 2012, che sono ancora in attesa di vedere riconosciuto il loro diritto alla pensione con le regole previdenziali vigenti prima dell’introduzione della riforma stessa.

Gli ingiusti vincoli dell’ultimo provvedimento di salvaguardia, in termini di data di inizio del trattamento pensionistico, peraltro iniqui in quanto diversi a seconda della categoria di appartenenza, hanno escluso questi esodati dalla sanatoria

Per trovare una soluzione al dramma degli esodati l’On.Walter Rizzetto ha presentato la Risoluzione N° 7-00021 in data 9 luglio 2018, seduta n.

22, alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati .

È necessario anche rilevare che “gli auspici dei comitati” per interventi di flessibilità riportati da Calicchio fanno riferimento a provvedimenti che non porterebbero beneficio alcuno agli esodati esclusi.

Questa auspicata flessibilità nell’uscita dal lavoro (ovvero le annunciate Quota 100 e Quota 41 [VIDEO]) non darebbe beneficio alcuno a chi il lavoro lo ha già perso da tempo e quindi non può aggiungere contributi utili a raggiungere i vincoli previdenziali che vengono anticipati per queste riforma.

Relativamente all’auspicio espresso da Orietta Armiliato per una soluzione dei temi previdenziali aperti attraverso la Legge di Bilancio 2019, è necessario prima di tutto rilevare che un intervento per gli esodati attraverso questa fase legislativa allontanerebbe ulteriormente il riconoscimento del diritto ed il relativo percepimento della pensione a quelle categorie di esodati la cui data di inizio del trattamento è già trascorsa: da sottolineare a questo proposito che la Legge di Bilancio 2019 diverrà operativa all’inizio del 2019, a cui vanno aggiunti i tempi per il percorso di richiesta di salvaguardia ed accoglimento dell’istanza presentata.

Un’altra preoccupazione degli esodati è che il riconoscimento dei loro diritti attraverso la Legge di Bilancio 2019 possa costituire un rischio per l’attuazione del provvedimento stesso. Va ricordato che il finanziamento di un provvedimento di nona salvaguardia per i le migliaia di esodati esclusi avverrebbe attraverso i risparmi disponibili delle precedenti salvaguardie. La preoccupazione degli esodati è che i fondi risparmiati dalle precedenti salvaguardie, più che sufficienti per una sanatoria definitiva per tutti quanti ancora esclusi, vengano dirottati ad altre iniziative della Legge di Bilancio 2019, visto le ristrettezze economiche con cui dovrà confrontarsi questa Legge.

A favore di un nono provvedimento di salvaguardia per gli esodati esclusi si è già espresso il ministro Luigi Di Maio che in un recente intervento a Zapping di Rai Radio1 ha dichiarato di volere risolverlo attraverso “il Decreto Dignità se ci riesco o altrimenti nel prossimo”.

Per una nona definitiva salvaguardia per gli esodati ancora esclusi prosegue l’attività di sensibilizzazione e di incontri istituzionali del Comitato Esodati Licenziati e Cessati: Elide Alboni e Luigi Metassi, amministratori di questo Comitato, rilevano che “gli esodati fanno affidamento a questa importante promessa del Ministro Di Maio per l’urgente riconoscimento dei giusti diritti degli esodati ancora esclusi dalle salvaguardie”.

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