Al di là degli scontri politici, al di là delle leggi del mercato, un campanello di allarme è stato suonato da tanti giovani e giovanissimi in questi giorni. Venerdì 15 marzo al grido lanciato da Greta Thunberg si sono radunati in piazze di tutto il mondo tanti giovani per denunciare le atrocità commesse contro il nostro pianeta. Sembra superfluo parlare di clima e Ambiente, perché ci appare come un problema che c'è da sempre e non si è mai risolto, ma quando a farlo è la parte chiamata in causa, ovvero, una piccola potenza mondiale di esseri umani, che altro non reclama se non la salute del proprio pianeta, allora si ha la sensazione di uno stravolgimento, da tempo atteso. E si prova ad accettare lo stravolgimento con un silenzio, forse di vergogna, ma anche pieno d'affetto.

Scontro tra generazioni

La terra sembra sia da tempo contesa dall'ideologia della crescita e dalla pratica dello spreco affluente, un dato che si rafforza con l'ascesa dei governi sovranisti, che preservano la sicurezza dei ricchi e investono sulle armi. Un triste scenario di contrasti sociali che si aggiunge al triste presagio della guerra atomica, tengono sempre più la terra sotto ricatto. Si potrà pensare che queste informazioni siano il solito lamento pessimista di chi vede incombere ovunque il pericolo, ma se si pensa che nella giornata di speranza in favore dell'ambiente, promossa dai giovanissimi sotto l'influenza di Greta Thunberg, si è consumata la strage anti-islamica compiuta dal neo nazista, nel cosiddetto "posto tranquillo" che era la Nuova Zelanda, allora questi presagi saranno meno impermeabili alla realtà.

L'unica speranza restano appunto le nuove generazioni. L'avvento delle nuovi generazioni presuppongono il cambio generazionale. Il fatto che le nuove generazioni non si fidano più delle precedenti è giustificato e deve esser visto, in un certo senso, come una "grazia", se si tiene al bene del pianeta. In un mondo che sempre più coccola i pochi felici a discapito dei tanti infelici, serve un nuovo ordine del mondo da concepire.

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Politica Ambiente

Non sarà facile che gli adulti che hanno distrutto il pianeta provino a recepire in maniera affabile il messaggio, nonostante sia un messaggio giusto, ma l'innocenza dei giovani si veste di una nuova categoria Politica emergente e, forse, per questa nuova categoria la rete non è solo lo sfoggio di nuove merci da promuovere col fisico da teen-ager.

Provvedimenti presi e da prendere

Per evitare la rapina alla terra non basta Greta Thunberg che nel dicembre scorso si rivolge così ai leader mondiali, riuniti in Polonia:"Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi".

Non basta nemmeno il grido e l'hashtag "ClimateStrike". Prova ne è il fatto che il tema è sotto dibattito da anni, si pensi al protocollo di Kyoto nel 1997 o al Cop24 dello scorso anno. Sebbene l'accordo di Parigi nel 2015 era stato visto come un segnale concreto, non c'è stata una degna risposta politica a livello globale.

Alcuni paesi non hanno rispettato gli accordi ed altri, invece, come gli Stati Uniti, hanno espressamente voluto uscire dagli accordi.

A riguardo l'Onu ha informato che ci sono due modi per contrastare il cambiamento climatico con l'aumento di CO2: 1) tagliare le emissioni e utilizzare energie rinnovabili. 2) assorbire il biossido di carbonio attraverso una nuova tecnologia, quella dello stoccaggio del carbonio che è in grado di rimuoverla e di immagazzinarla sotto terra.

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