Prima che si possano creare fraintendimenti, bisogna chiarire subito una cosa: nel calcio conta vincere le partite e la Juventus lo sta facendo. La squadra di Sarri è infatti ancora imbattuta in questa stagione: tra campionato e Champions League, la Juve non ha mai perso. Ma siamo sicuri che alla Juventus basti vincere? La scelta di affidare la panchina a Sarri non sembra dire questo.

Juventus: la scelta di Sarri è stato un segno di discontinuità con il gioco brutto (ma vincente) di Allegri

Quando la scorsa estate la Juventus ha comunicato l'esonero di Massimiliano Allegri, la maggior parte dei tifosi bianconeri erano felici; e questo non perché Allegri non abbia vinto, anzi: con lui la Juventus ha vinto cinque scudetti e quattro Coppe Italia in cinque anni, oltre che aver raggiunto per due anni la finale di Champions League.

Ma allora perché l'esonero di Allegri è stato accolto come una liberazione dai tifosi bianconeri? Semplice: per il gioco. La Juventus di Allegri, infatti, non è quasi mai stata bella nonostante fosse sempre la squadra più forte (con un divario enorme rispetto agli altri club). La Juventus di Allegri sembrava sempre non riuscire a esprimersi al meglio, come se scendesse in campo sempre frenata. Il mantra era uno: l'importante non è come si gioca, ma è vincere. Per questo è arrivato l'esonero del mister toscano: alla Juventus non bastava più vincere.

Agnelli, con la sua scelta, è stato chiaro: la Juventus deve vincere giocando bene. Ed è qui che entra in gioco Sarri Gli anni col Napoli lo hanno fatto diventare, di fatto, uno degli allenatori (almeno in Italia) con il gioco più bello. Ma nella Juventus di questi primi tre mesi di stagione quanto Sarri c'è? Poco, se non pochissimo.

La Juventus di Sarri gioca meglio rispetto a quella di Allegri o forse no

È questa la domanda più importante in questo momento: la Juventus di Sarri gioca meglio rispetto a quella di Allegri? La risposta, per ora, è no. Del cosiddetto 'sarrismo' (il nome dato al gioco di Sarri) non c'è ancora nulla. A dimostrarlo ci sono prima di tutto le prestazioni: i match contro il Verona, contro il Bologna o contro il Lokomotiv Mosca, per esempio.

Tutte partite in cui la Juve ha sì vinto, ma grazie alle giocate dei singoli e non grazie al gioco: proprio come accadeva con Allegri, dunque. Ma a dimostrare che la Juventus di Sarri non funziona (non ancora, perlomeno) sono anche alcuni numeri: la squadra in questa prima parte di stagione ha tirato meno e subito di più gli avversari rispetto a quando il tecnico era Allegri. E se è vero che contro il Lokomotiv la Juventus ha dominato nel possesso palla (oltre il 77%), è anche vero che per lunghi tratti è stato un possesso sterile: niente a che vedere con il gioco a cui Sarri ci ha abituato.

È certamente presto per dare giudizi definitivi: lo stesso Sarri ha ammesso che per apprendere il suo gioco è necessario molto tempo.

Ma se la Juventus non inizia a ingranare nel gioco, qualche interrogativo andrà posto. Perché arriverà il momento in cui anche la dirigenza bianconera si chiederà se ne sia valsa la pena esonerare Allegri; e ad oggi la risposta a questa domanda non è poi così tanto scontata. Si cercava la discontinuità, ma per ora si vede solo continuità.

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