Tra le tante gag di Fiorello e le inutili pause anche la seconda serata di Sanremo 2020 è finita oltre l'orario previsto. È il bello della diretta sì, ma in un contesto del genere e su un canale di Stato come Rai 1 questo non può accadere. Gli orari della scaletta vanno sicuramente rivisti.

Un festival che va troppo per le lunghe

Per la settantesima edizione del festival l'intenzione era già quella di fare le cose in grande. Il festival occupa quasi l'intera settimana. Sforare ogni sera è dannoso non solo per i programmi concorrenti a Sanremo, che si vedono privati di parte del loro pubblico o di tempo per il loro stesso programma, ma anche per i telespettatori che non possono seguire l'intera diretta, a causa degli orari quasi proibitivi del festival.

Infine il tutto risulta dannoso per lo stesso programma. È inevitabile infatti che una durata così lunga, serata dopo serata, finisca per ridurre l'attenzione del pubblico, nonostante gli attuali ottimi risultati delle prime due.

La necessità di alleggerire la scaletta

Ridurre la scaletta diventa perciò necessario per il bene stesso del programma o perlomeno è importante ridurre gli sprechi di tempo. Quella attuale non rispecchia le necessità dello spettatore medio, che non può seguire i suoi fuori orario. Inoltre le varie gag, messe in atto per intrattenere lo spettatore fra un'esibizione e l'altra, finiscono solo per togliere spazio e addirittura mettere in secondo piano gli artisti in gara.

Tutto ciò nel suo complesso priva Sanremo del suo scopo principale, confondendo lo spettatore e riducendo la kermesse canora a un programma generalista.

L'ironica lamentela di Savino

A risentire maggiormente di questo fuori orario sono i programmi del dopofestival. La trasmissione, quest'anno denominata "L'Altro Festival" è condotta da Nicola Savino su RaiPlay.

Proprio quest'ultimo, nel momento in cui gli si è data la parola, ha ironicamente chiesto al conduttore del Festival: "Amadeus, ma quando finisci?", facendogli notare l'evidente ritardo riportato dal suo programma.

La questione non è stata poi più ripresa, ma rimane comunque aperta. Il problema c'è ed è evidente.

Per il successo di questo programma amato da milioni di italiani è evidentemente necessario cambiare qualcosa. Assisteremo agli sviluppi nelle prossime serate, incentrati non solo sugli indici di gradimento del programma ma sul suo scopo primario: trovare la migliore canzone del Festival. In vetta alla classifica della seconda serata c'è Francesco Gabbani.

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