Il 31 marzo, anche se questa volta si sperava un esito diverso, capitò quello che l'intero Paese non avrebbe mai voluto, un altro mondiale – sarà peraltro la prima edizione a 48 squadre - da spettatori. In questi mesi si era tanto parlato di un eventuale ripescaggio, ma gli attenti sanno che questa non era mai stata una concreta possibilità.

Dopo la fragorosa caduta di Zenica, terza volta consecutiva senza mondiale, erano poi arrivate le dimissioni da parte del presidente Figc Gabriele Gravina. Il trono è tuttora vacante, serviranno nuove elezioni per eleggere il successore e queste si svolgeranno soltanto a fine giugno, giorno 22.

Le elezioni Figc e le "ricette" per uscire dalla crisi

Sarà una bella sfida fra Abete e Malagò e fra i due è il secondo che appare favorito. Al netto della persona che poi svolgerà il ruolo, l’auspicio di tutti gli interessati è che possano passare quelle riforme che servono per il miglioramento del nostro calcio.

Servirebbe forse ridurre il numero dei partecipanti della serie A per avere nel calendario maggiori spazi liberi e servirebbe autorizzare con più facilità la costruzione di nuovi impianti, tema dolente sul quale, dalle istituzioni sportive internazionali l'Italia è sempre richiamati ed ammoniti. Necessario, infine, avere maggiore coraggio nell'inserire i giovani italiani negli undici titolari, vedasi l'attuale buon modello del Catanzaro (nei cadetti).

Il nuovo commissario tecnico

Solo dopo l’elezione del presidente Figc si saprà di più circa il successore di Silvio Baldini (selezionatore ad interim). Secondo le fonti sembra una corsa a due fra Conte e Mancini ma attenti all'eventuale sorpresa e a qualche nome inatteso. C’è anche chi vorrebbe puntare su Pep Guardiola, che a livello tecnico sarebbe ottimo, tuttavia dal punto di vista economico questa operazione appare insostenibile visti gli ingaggi del bravo allenatore spagnolo.

Il futuro azzurro

I prossimi impegni ufficiali, al netto del mondiale americano che rimarrà sempre una ferita aperta, saranno la Nations League (a settembre) mentre il prossimo europeo, che sarà ospitato dal Regno Unito e dalla Repubblica d'Irlanda, inizierà a giugno del 2028.

Bisogna umilmente comprendere che il successo non è mai automatico e figlio del blasone e della gloriosa storia, ma la conseguenza di un'attenta programmazione, le carte in regola per uscire da questa impasse ci sono tutte.