Cuccioli abbandonati accanto ai cassonetti, branchi di cani che si moltiplicano nelle periferie e aggressioni che non tendono a diminuire. La situazione è critica in Sicilia. Le ultime stime del ministero della Salute forniscono un quadro allarmante del fenomeno. Sono circa 60 mila i randagi, in tutta l’Isola. Il caso dei cani avvelenati a Sciacca, 25 in tutto, pone l’accento sul problema randagismo nell'intera Sicilia. Un fatto , purtroppo, non nuovo per l’isola ma che sembra non essere stato affrontato nei giusti termini.

Ci vogliono idee

“Servono iniziative, anche legislative, immediate e risolutive”, ha detto il presidente della Regione Musumeci che, nelle prossime ore, incontrerà le autorità veterinarie regionali e le più rappresentative associazioni di volontariato per trovare soluzioni condivise. I Comuni italiani devono provvedere ai cani randagi mordaci o ammalati, considerati dunque pericolosi per la comunità, che vanno tolti dalla strada per essere trasferiti, seppure temporaneamente, in canili pubblici o privati o in cliniche specializzate.

La Lav, la Lega anti vivisezione, ha anche scritto a Nello Musumeci per sollecitarlo. Si spera in un preventivo incontro e che si possa arrivare ad un accordi tra le parti per prevenire questo fenomeno in continua crescita esponenziale che porta ad un repentino e drastico risultato dovuto a tutte le conseguenze del caso che può portare quali malattie o aggressioni.

I casi di sterilizzazioni programmate non bastano a fare si che il fenomeno diminuisca.

Gli animalisti insorgono e si è potuto constatare con le manifestazioni di interesse fatte in questi giorni a Sciacca con le associazioni che si sono ritrovate in punti vari della Sicilia per protesta nei confronti del paese saccense e a cercare di voler boicottare il prossimo Giro d'Italia che dovrebbe fare tappa oltre ad Agrigento anche a Sciacca. Un caso analogo si è verificato in questi giorni a licata con alcune decine di cani trovati morti per avvelenamento.

Con questo non vogliamo fare di tutta un erba un fascio puntando il dito nei confronti del territorio agrigentino anzi; le associazioni che si occupano di accudire i cani ci sono; purtroppo la nuova legge non aiuta ed è con questo che si spera che il presidente regionale prenda le giuste decisioni per fare si che casi analoghi non avvengano più e che tutti noi possiamo fare si che gli animali e in particolare il cane sia il migliore amico dell'uomo.

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