Come ogni anno, da quel triste 19 luglio 1992, Palermo torna a ricordare un uomo, un giudice, un padre, un palermitano che amava la sua città e la sua Sicilia e che, proprio per proteggerle dal "puzzo del compromesso", ha sacrificato la sua vita: Paolo Borsellino. Alla ventitreesima edizione della tradizionale fiaccolata che ricorre a Palermo in occasione dell'anniversario dell'attentato che uccise il giudice e gli agenti della sua scorta in via D'Amelio, aderirà anche la CIDEC Sicilia.

La Cidec ricorda Borsellino

Salvatore Bivona, presidente regionale Cidec, spiegando quella che è la posizione della Cidec nel contrasto a fenomeni quali l'abusivismo, il racket delle estorsioni e tutte le forme di criminalità, ha espresso ciò che rappresenta per lui e per l'associazione di categoria la figura di Paolo Borsellino: un modello al quale ispirarsi ogni giorno, non solo nell'esercizio della propria mission sindacale e associativa, ma anche per dare un segnale ed un invito ai propri associati a partecipare a tale ricorrenza che si svolgerà oggi in piazza Vittorio Veneto, a Palermo, a partire dalle ore 20.

La Cidec a favore della legalità

Lo stesso Bivona ha poi annunciato che anche Paolo Esposito, presidente nazionale della Confederazione Italiana Esercenti Commercianti, sarà presente alla manifestazione in onore del giudice Paolo Borsellino e attraverserà le vie Libertà e Giuseppe Alessi per raggiungere via Mariano D'Amelio, luogo dell'attentato del 19 luglio 1992. La presenza del presidente Esposito, ha precisato Bivona, rappresenta la testimonianza del forte impegno della Cidec a favore e a tutela della legalità nelle proprie azioni sindacali.

In tutte le regioni italiane, ha poi concluso Bivona, la Confederazione Italiana Esercenti Commercianti porta avanti da anni politiche di contrasto a piaghe quali abusivismo, racket in tutte le sue terribili declinazioni e qualsiasi forma di criminalità, sia essa individuale o organizzata, che soffoca l'economia e fortemente danneggia le imprese: ecco il nostro omaggio al giudice Paolo Borsellino e a tutti coloro i quali hanno perso la vita in nome di importanti ideali.

Un dolore ancora vivo

È un dolore ancora forte quello che Palermo, la Sicilia e l'Italia intera vivono ogni anno da quel terribile 1992: anno che vide la morte per mano della mafia dei giudici Giovanni Falcone, della compagna Francesca Morvillo e di Paolo Borsellino nonché degli agenti delle loro scorte: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Una ferita sempre aperta che non smette di sanguinare e che, ancora oggi, non si è rimarginata. Tante ancora le domande e ancora poche risposte: ciò che rimane vivo, però, è il ricordo di coloro che, con il proprio sacrificio, hanno lottato per liberare il proprio Paese dalla mano oppressiva della mafia e che rimarranno per sempre l'espressione immortale dei valori più alti di legalità e difesa della libertà individuale.