Facebook è pericoloso: ora lo sa anche Nichi Vendola. Un suo post sta portando molti imbarazzi alla sinistra eal governo, potrebbe essere la causa delle dimissioni del ministro dell'integrazioneCecile Kyenge e ha portato il quotidiano La Padania a un'impennata divendite.

Attenti ai tag

La Padania ha pubblicato gli appuntamenti pubblici del ministro Kyenge; 4 su 5 erano improntati su iniziative in Africa. L'agenda del Ministro è pubblica e si trova sul sito Internet del Governo.

Nichi Vendola, che deve essere un affezionato e attentolettore della Padania, il 14 gennaio ha quindi pubblicato un post sul suoprofilo Facebook, scrivendo: "LaPadania segue la Kyenge e pubblica isuoi appuntamenti.

Qualcuno dica ai razzisti nostrani che siamo nel terzomillennio e in un Paese civile, nonostante loro". Nel postare, però, Vendola ha attivato i tag automatici proposti daFacebook. 

Il post di Nichi Vendola è quindi apparso anche sulla paginaFacebook de La Padania, con il seguito di commenti con insulti, considerazionie condivisioni  dei sostenitori del Governatore pugliese.

Due mondi che si insultano a vicenda stando ognuno nelproprio brodo sono venuti a contatto ela pagina Facebook della Padania si è riempita di insulti formulati daisostenitori della sinistra governativa. La risposta dei leghisti non ha tardatoad arrivare. I giornalisti chescandagliano i social network a caccia di notizie hanno colto l'occasione alvolo e, tempo un'ora, l'Ansa pubblicava la seguente agenzia:

"(ANSA) - Roma, 14 gen - 'La Padania chi?': così ilministro Cecile Kyenge ha risposto ai giornalisti che le chiedevano dicommentare la pubblicazione sul quotidiano leghista della sua agenda.

'Non sochi sia la Lega Nord' - ha continuato il ministro rispondendo allesollecitazioni dei giornalisti a margine di un incontro a Roma - 'non sapendodi chi si tratta praticamente saranno cittadini e fanno quello che vogliono'.Il ministro non ha voluto commentare la domanda se ritenga l'iniziativa dellaPadania sia o meno un'intimidazione".

La benzina sul fuoco

Una risposta simile, ripresa da molte testategiornalistiche di importanza nazionale, ha avuto l'effetto di gettare benzinasul fuoco. Alcuni parlamentari di sinistra si sono spinti a pretendere ilsequestro della Padania e la sua chiusura per aver pubblicato l'agenda pubblicadel Ministro Kyenge e hanno parlato di gravissima intimidazione.

I leghisti, cheerano già impegnati a contenere gli insulti dei sostenitori della sinistra chesi erano fiondati sulle pagine Facebook del Movimento, si sono arrabbiati ancoradi più per la chiara mancanza di democrazia e di rispetto dimostrata da parlamentari di governo e dai loro sostenitori.

L'Intervento diMatteo Salvini

La risposta ufficiale all'attacco subito dalla Padania èstata data con un post Facebook del segretario federale della Lega nord. MatteoSalvini ha espresso solidarietà alla direttrice della Padania, Aurora Lussana,per gli insulti e le minacce ricevute. Ha, poi, lanciato ai leghistila proposta di comprare la Padania in massa per informare Cecile Kyenge sull'esistenza della Lega norde della Padania e di postare sui social network  lapropria fotografia con la Padania in mano, mostrando la prima pagina con la risposta di Matteo Salvini al Ministroall'integrazione: "Chi siamo?

Siamo quelli che, dando vocea milioni di cittadini incazzati di cui lei non si preoccupa, la farannodimettere".

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