Prima delle elezioni europee Grillo e gli esponenti del Movimento Cinque Stelle avevano coniato l'hashtag #vinciamonoi. Le piazze gremite durante le tappe dei comizi di Grillo e i sondaggi sembravano dare ragione e dar manforte a quanti sostenevano di poter superare il Partito Democratico. Tutti, commentatori politici e non, si erano sbilanciati. Il testa a testa dei sondaggi aveva appassionato ancora di più la competizione Politica, si susseguivano gli appelli al voto e dalle piazze d'Italia le parole dei leader politici continuavano a rimbalzare in tutti i tg e in tutte le case degli italiani.

I toni son diventati roventi, sopra le righe.

Poi è arrivato il voto e la vittoria schiacciante del Partito Democratico di Matteo Renzi. Il giorno dopo, con Beppe Grillo che ammetteva la sconfitta ed il Movimento Cinque Stelle che faceva il mea culpa (spesso ingiustificato avendo avuto oltre il 20% di consensi), lo sfottò, soprattutto di iscritti e simpatizzanti del Partito democratico, era diventato #vinciamopoi. Una presa in giro che aveva catalizzato l'attenzione di tutti i cinguettatori del web. Per giorni avevano postato migliaia e migliaia di twitter contro il Movimento Cinque Stelle, una presa in giro che aveva dato vita a gag riprese da tutti i Tg nazionali e dai quotidiani.

Nelle ultime ore dopo gli arresti per l'affare Mose i simpatizzanti e gli elettori del M5S non hanno esitato a rispondere per le rime a quel #vinciamopoi, ribaltando il contenuto e trasformandolo in "#vinciamopoi nel frattempo #arrestanovoi".

Il popolo del web non perdona nulla.

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