La tornata di elezioni regionali tenutasi nel weekend del 23 novembre ha fatto registrare la vittoria dell'astensionismo. Sì, davvero preoccupante il dato inerente l'elettorato che ha deciso di tenersi lontano dalle urne, con il 37.7% di affluenza in Emilia Romagna e il 44.1% in Calabria. Numeri che devono far riflettere, soprattutto se confrontati con i dati delle ultime Europee, tenutesi circa 6 mesi fa, che hanno visto gli elettori emiliani votare fino al 70% e quelli calabresi arrivare al 45.5%. Ad ogni modo, anche se l'affluenza è stata molto scarsa, la vittoria nelle due importanti regioni è andata al centrosinistra, confermando come, attualmente, il Pd raccolga maggiori consensi rispetto agli altri partiti.

In grande ascesa la nuova Lega Nord di Matteo Salvini, mentre fa registrare un crollo il Movimento 5 Stelle e il centrodestra rimane piuttosto basso.

Emilia Romagna e Calabria, vince il centrosinistra

Grande soddisfazione nel centrosinistra, soprattutto nel Partito Democratico, per la doppia affermazione che si sta delineando sia in Emilia Romagna che in Calabria. Nella regione emiliana, in questo momento Stefano Bonaccini si trova al 48%, rispetto al 31% del principale avversario, Alan Fabbri. Le prime parole di Bonaccini sono state per il calo dell'affluenza, dovuto, secondo il neo-presidente, alle recenti inchieste che hanno coinvolto la Regione e che hanno contribuito ad allontanare l'elettorato dalle urne.

Ma il nuovo presidente della Regione Emilia Romagna guarda già al futuro e assicura che adesso bisogna lavorare duro per: "aprire una nuova stagione". Anche in Calabria ha trionfato il Pd con l'elezione di Mario Oliviero che ottiene una percentuale di voti intorno al 58%. Questi, intervistato dall'ANSA, ha subito evidenziato come la situazione della sua regione sia critica, con disoccupazione dilagante e diversi problemi riguardanti sanità, rifiuti e servizi.

Per aiutare la Calabria a ripartire, Oliviero annuncia che verranno attuate diverse riforme e soprattutto si ricorrerà ai fondi provenienti dalla Ue per creare lavoro e rilanciare l'economia.

Pd primo partito, sale la Lega, calo Movimento 5 Stelle 

Si sostiene sempre che le elezioni regionali non sono le politiche, quindi ad esse non bisogna dare un valore nazionale.

Ma è impossibile non soffermarsi a riflettere sui dati emersi dalle urne che riguardano i vari partiti. La conferma è che il Partito Democratico è in questo momento il primo in Italia, ma alle sue spalle c'è una grossa sorpresa. Infatti, continua a salire vertiginosamente la nuova Lega Nord guidata dall'altro Matteo, cioè Salvini, che grazie anche ad una continua comunicazione sul web sta riuscendo a raccogliere molti consensi. Basti pensare che in Emilia, alle spalle del neo-eletto Bonaccini, il candidato Alan Fabbri, appoggiato anche da Forza Italia è dato al 35%, a meno di dieci punti dal vincitore delle elezioni, un risultato davvero positivo. Male invece il Movimento 5 Stelle che si assesta intorno al 15%, in netta controtendenza rispetto agli exploit precedenti.

Ma dai dati emersi in Emilia e Calabria, è evidente la crisi del centrodestra. Se in Emilia Romagna il consenso ottenuto da Fabbri è arrivato grazie al boom della Lega, in Calabria, dove i due partiti si sono presentati divisi, hanno raccolto solo le briciole.