Della città di Napoli ne parla Luca Stamati, ex assessore provinciale all'ambiente della giunta Lamberti, attualmente fondatore e animatore dell'associazione Pangea blu, che si occupa dei diritti dei lavoratori e della tutela del territorio.

Stamati ne parla spesso sui social del distacco forte e cronico che si è creato tra la città e la politica. Ma non smette di credere in una inversione, possibile e auspicabile, con la politica che fa il suo mestiere e la popolazione che responsabilmente contribuisce a migliorare la condizione propria e della città.

Per Stamati sono tre i punti sui quali bisogna puntare con urgenza per portare Napoli fuori dal baratro. La questione lavoro, la bonifica e il riassetto idrogeologico del territorio, i rifiuti.

Si punti ad avere finalmente una raccolta differenziata degna di questo nome – chiede Stamati – completando il ciclo con i necessari impianti di compostaggio. E smettiamola di dare soldi agli olandesi mandando rifiuti lì. Sappiamo tutti che facendo funzionare a pieno regime l'inceneritore di Acerra, con una differenziata anche solo al 50% e due impianti di compostaggio, risolviamo definitivamente il problema”.

Pangea Blu non è impegnata in prima linea nel dibattito politico ma non è escluso nemmeno un coinvolgimento. A Napoli l'appuntamento con le prossime amministrative si annuncia più nebbioso del precedente. Allora c'erano i movimenti e un grande fermento in città che inneggiava al cambiamento, alla rivoluzione arancione. Oggi? “Oggi c'è una danza immobile - risponde Stamati -, tutti si muovono ma non si muove nessuno. Con un sindaco che usa la città come trampolino di lancio per sua carriera politica nazionale, una opposizione che non c'è e non c'è stata, un centrodestra spaccato, un Pd in cui non appare uno con una visione della città e i Cinque Stelle chiusi nel loro dorato mondo ma non si sente nulla sulla città”.

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La conclusione dell'ex assessore provinciale è una accusa chiara e precisa: “Stanno sottovalutando la gravità della questione. Napoli sta per esplodere. Una metà dei napoletani non vanno a votare, tra cui disoccupati, giovani, precari, pensionati, tutte persone che sono invisibili e non c'è uno che tenti di parlare a questa gente e l'informazione certo non aiuta, possibile che si parla di disoccupazione sui giornali e nelle tv solo quando si blocca il traffico o si minaccia il suicidio?”.

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