Non siamo abituati a vedere a Domenica Live argomenti del genere, ma più spesso assistiamo ad interviste, cantanti o ballerini. Nonostante ciò oggi si è consumato uno dei più attesi duelli nel romanza referendario degli ultimi mesi.

Duello? Si fa per dire.

I due leader hanno avuto mezz'ora a testa per raccontare il perché No e il perché SI'.

Al primo "turno" si è esibito un Berlusconi con negli occhi ancora la voglia di fare. Nei primi minuti si è divertito nel raccontare qualche aneddoto sulle doti conquistatorie di suo nipote e qualche ricordo sulla sua recente operazione, giustificata dai tanti processi a suo carico subiti negli anni.

Con qualche domanda della conduttrice si è subito entrati nel vivo del discorso. Il Cavaliere ha attaccato prima di tutto ciò che era stato stabilito dal patto del Nazareno, ossia una non troppo implicita alleanza con Renzi, che è stato poi distrutto con, secondo berlusconi, idee non pertinenti per la nuova costituzione. Successivamente l'ex Presidente del Consiglio critica in modo aspro il nuovo Senato soprattutto per la non esistenza della legge elettorale ad hoc. Su questo ignora il fatto che sia stata presentata qualche mese fa il ddl su una nuova legge elettorale proprio per il Senato. Urla poi alla deriva autoritaria e all'attacco alla democrazia. Alla domanda secca:" Ti ricandiderai?" il cavaliere risponde sostanzialmente con un sì proprio per rispondere all'attacco al popolo italiano.

Il secondo e ultimo round ha visto Renzi protagonista. Il premier ha ricordato alla d'urso della sua promessa di presenza all'inaugurazione dopo la conclusione della Salerno-Reggio Calabria. Dopo una piccola intervista informale iniziale Renzi entra nel vivo del discorso. Si nota subito la velocità e la retorica con la quale racconta in modo romantico e persuasivo la riforma.

Il metodo con il quale entra nel merito è essenzialmente strategico. Parole e concetti semplici per colpire la mente e il cuore dei 2 milioni e mezzo di spettatori di Domenica Live. Con numerose metafore e discorsi emozionanti riesce a portare nel migliore dei modi i cambiamenti del referendum costituzionale.

In conclusione si può oggettivamente dire infine che il premier Matteo Renzi abbia vinto il duello con il cavaliere forse anche aiutato dalla regole dell'ultima parola.

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