Il 5 luglio scorso, presso la Camera dei Deputati, o meglio presso la Commissione Trasporti della Camera è arrivato un DDL che propone alcune modifiche all’attuale codice della strada. Le modifiche erano state già preannunciate dal Governo mesi fa, dando seguito alle numerose proposte correttive arrivate dai vari gruppi parlamentari. Il DDL altro non è che il sunto di tutte le varie proposte pervenute, con un testo unificato elaborato ed adottato in Commissione. Adesso si tratta di approvarlo per farlo diventare effettivo. Le modifiche inserite nell’atto sono molto più importanti e profonde di quanto fosse previsto inizialmente.

Ecco nel dettaglio cosa prevede la proposta.

Dispositivi elettronici alla guida

L’utilizzo del telefonino mentre si guida un veicolo, statisticamente è una delle cause più frequenti di incidenti stradali. L’utilizzo del cellulare, dello Smartphone o di qualsiasi altro strumento che distrae il conducente è già vietato dalle attuali norme previste dal Codice della strada. L’idea è di inasprire drasticamente le sanzioni previste, come deterrente per contrastare questo pericoloso fenomeno. Per chi viene fermato e colto in flagrante ad utilizzare il cellulare mentre guida, ci saranno 6 mesi di sospensione della patente e 10 punti di decurtazione sulla patente. Questo quanto riportato dall’articolo 11 del Disegno di Legge.

Autovelox ed auto immatricolate fuori dall’Italia

In materia di autovelox, i tanto odiati strumenti elettronici per il controllo della velocità, viene proposto di cambiare la distanza delle macchinette rispetto al segnale che indica al conducente di diminuire l’andatura. Gli apparecchi devono essere collocati ad almeno 300 metri dal primo segnale di riduzione della velocità.

Viene corretto anche il limite di velocità per veicoli che trainano un rimorchio, con le nuove soglie fissate a 70 km/h fuori dai centri abitati e 100 km/h nelle autostrade. Un altro fenomeno abbastanza diffuso è quello delle auto di cittadini italiani, immatricolate in uno stato membro della UE oppure dell’area economica europea.

La prassi sta diventando moda sia per superare la pesante tassazione prevista in Italia rispetto alla maggioranza degli altri Stati, ma anche per eludere disposizioni tributarie o amministrative nostrane. multe fino a 335 euro, ritiro del libretto di circolazione ed obbligo di immatricolazione in Italia per coloro che non riusciranno a dimostrare, documenti alla mano, la regolare detenzione e circolazione del veicolo e l’assenza di dolo in riferimento a tasse e adempimenti amministrativi italiani.