Aumenta la tensione tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. Dopo diversi scontri verbali, Kim Jong-un ha fissato la data del 15 agosto come ultimatum: il regime nordcoreano ha detto di volere attaccare la base militare americana sull’isola di Guam entro quel giorno.

Le prove di lancio di Kim Jong-un

Secondo il quotidiano Daily Mail, la Corea del Nord potrebbe preparare una prova con missile sottomarini, visto che sono stati individuati movimenti “molto inusuali” nella regione. Le immagini satellitari riprese il 7 agosto evidenziano movimenti nel campo di prova, con preparativi simili a quelli fatti durante il lancio del missile Pukguksong-1 ad agosto del 2016.

Le immagini sono state diffuse dopo le dichiarazioni del presidente Donald Trump sulla risposta da parte degli Stati Uniti con “fuoco e furia” senza precedenti nella storia. Il quotidiano sostiene che la Corea del Nord sta accelerando lo sviluppo della base marittima delle forze nucleari. Il presidente degli Stati Uniti non ha spiegato cosa potrebbe rappresentare una minaccia evidente contro gli Stati Uniti e scatenare l’intervento militare: se la causa potrebbe essere un attacco vero e proprio o semplicemente una prova di lancio di missili.

La difesa dei Paesi vicini

Certo è che le attività di un sottomarino con missili sperimentali della classe SINPO suggeriscono che la Corea del Nord si sta preparando per una nuova serie di lanci di prova nel mare, dopo avere realizzato modifiche nel sistema di lancio sottomarino.

Probabilmente è stata sviluppata una nuova versione, più moderna del Pukguksong-1. Con l’ultima prova del 28 luglio, Pyongyang è arrivato a 11 prove di missili in questo anno. Intanto, i Paesi vicini cominciano a prepararsi: il Giappone ha attivato il 12 agosto il sistema antimissili PAC-3.

La Cia sostiene che la Corea del Nord sta sviluppando le sue capacità nucleari a “ritmi allarmanti”.

Mike Pompeo, direttore della Cia, ha cercato di minimizzare l'imminenza di un possibile scontro militare con il regime di Pyongyang, ma la preoccupazione resta. In un’intervista con Fox News, Pompeo ha spiegato che ogni volta che la Corea del Nord realizza un test di lancio di missili, o realizza una prova con il sistema missilistico nucleare, si fanno passi avanti che arricchiscono la procedura in tempi davvero allarmanti”.

Le posizioni dall’Europa

Il presidente Donald Trump non ha dubbi su cosa potrebbero fare gli Stati Uniti: se è necessario, il Paese risponderà con “misure militari” contro il regime di Kim Jong-un. In una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron, Trump ha ribadito la posizione. “Siamo pronti, con i nostri alleati, a mettere in campo una serie di misure diplomatiche, economiche ma anche militari, per porre fine alla minaccia nucleare che arriva dalla Corea del Nord”, ha detto la Casa Bianca in un comunicato ufficiale. “I presidente Donald Trump ed Emmanuel Macron – si legge nel testo – si sono impegnato a lavorare insieme, in cooperazione con i loro Paesi alleati, per applicare nuove sanzioni e riuscire a denuclearizzare la Corea del Nord”.

Dall’Eliseo invece si insiste nella preoccupazione della minaccia missilistica che arriva da Pyongyang, per cui il presidente Macron resterà in contatto con l’omologo americano nei prossimi giorni. “La comunità internazionale deve lavorare insieme perché Pyongyang riprenda la via del dialogo e la negoziazione senza condizioni”, ha detto il governo francese in un comunicato stampa a seguito della telefonata con Trump.

Dall’Italia, il ministro degli Affari esteri, Angelino Alfano, ha detto che “l’impressione è che i margini di manovra si stiano assottigliando con i giorni: c`è una escalation verbale che può tradursi in risultati imprevedibili". Alfano ha ricordato che l’Italia ha contribuito all’unanimità con Russia e Cina alle Nazioni Unite per aumentare le sanzioni contro la Corea del Nord ed evitare una catastrofe”.

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