Mentre prosegue la lotta tra Catalogna e Madrid per la realizzazione del referendum sull’indipendenza il 1° ottobre, e continuano i difficili negoziati tra Londra e Bruxelles per l’avvio della Brexit, in Italia la Regione Lombardia non abbandona l’idea di fare una consulta popolare sulla secessione. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha detto che il prossimo 22 ottobre si potrebbe riscrivere la storia in Italia: “Le regioni Lombardia e Veneto sono molto speciali. E stiamo cercando di fare in modo che questa caratteristica sia riconosciuta”.

Secondo Maroni, potrebbe iniziarsi una campagna promossa tra i militanti del partito Lega Nord per spiegare porta a porta alla popolazione cosa si vuole concretamente con il progetto di secessione. “Mi piacerebbe andare il 23 ottobre a Palazzo Chigi, insieme al presidente Luca Zaia, per presentare al governo il voto di milioni di cittadini lombardi e veneti che vogliono ripartire con un vero cambiamento”, ha detto Maroni. “Noi meritiamo di poterci tenere i nostri soldi – ha spiegato il presidente della Lombardia -. È questo l’obiettivo del referendum del 22 ottobre. I catalani in Spagna faranno il referendum il prossimo 1° ottobre perché hanno un residuo fiscale di oltre otto milioni di euro.

Noi in Lombardia ne abbiamo 54 miliardi. Per questo è possibile una nuova via, il futuro passa da noi. Sicuramente dopo ci sarà una trattativa con il governo. Ma è necessario che prevalga la consulta democratica […] Se no, bisognerà aspettare qualche mese per l’arrivo di Matteo Salvini a Palazzo Chigi”.

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