Il problema delle deiezioni canine lasciate sui marciapiedi assilla molti comuni del nostro Paese, benché la questione non sia stata affrontata da tutti allo stesso modo. Che sia fatto obbligo da un’apposita ordinanza ministeriale ai padroni dei cani che conducano i loro amici a quattro zampe a portare con sé strumenti di raccolta delle deiezioni è pacifico. Purtroppo, però, il grado di civiltà della cittadinanza non è uguale ovunque e, anche all’interno della stessa comunità, può essere utile venire incontro ai cittadini con soluzioni innovative.

E’ quello che sta accadendo in maniera diffusa in molti ambiti urbani da qualche mese a questa parte. Nasce da questo spunto l'intervento di Costanza Castello, coordinatrice regionale del movimento politico Un Passo Avanti.

Dispenser per le deiezioni canine

"Ci siamo imbattuti nei giorni scorsi - afferma Costanza Castello - in cestini per l’erogazione e la raccolta di palette e sacchetti nel centro storico di Modica, restando positivamente colpiti da questa iniziativa della limitrofa Pubblica Amministrazione che ha spinto la nostra curiosità a capire quanti altri comuni stessero analogamente facendo un passo avanti dal punto di vista della civiltà. Abbiamo verificato che negli ultimi sei mesi, l’investimento volto a posizionare delle “doggy box” in diversi, significativi punti del centro cittadino ha visto protagonisti in verità diversi comuni italiani nell’ambito delle politiche di decoro urbano: è questo il caso di Castelmassa in provincia di Rovigo oppure di Porto Torres e Olbia in provincia di Sassari, per citare alcuni esempi significativi.

I dispenser sono stati distribuiti presso le aree verdi, le piste ciclabili, le scuole, le strade principali e i giardini, con l’obiettivo di contrastare l’incuria dei cittadini meno sensibili allo smaltimento dei “bisogni” dei loro amici a quattro zampe. In alcuni casi, l’iniziativa è stata introdotta all’interno del capitolato legato all’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani.

Se si guarda a nord, tuttavia, si scopre che l’espediente per rifornirsi di un kit e gettare poco dopo quanto raccolto caratterizza alcuni centri urbani fin dal 2012".

Far circolare le idee

"Si dice - conclude Costanza Castello - che far circolare le idee possa costituire già un passo avanti affinché la mentalità di una comunità ne tragga beneficio.

Ci facilita la nascita di convinzioni che potrebbero diventare un giorno procedimenti amministrativi. L’augurio è che questo accada anche in provincia di Siracusa, dove la problematica è stata più volte oggetto di dibattito pubblico ma non ha ancora trovato soluzioni adeguate".

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