Si preannuncia un’altra settimana nera per Mark Zuckerberg e la sua ‘piattaforma sociale’, dopo lo scandalo che ha visto un coinvolgimento di Facebook, accusato di non essere intervenuto nel blocco dei ‘fake account’ russi che hanno influenzato la corsa alla Casa Bianca del 2016, ieri il titolo è caduto a picco, scendendo fino a - 4,50% alla chiusura della borsa di Wall Street.

Russiagate “step to step”:

Dicembre 2015. L’FBI riferisce che hacker russi interferiscono durante la campagna elettorale che vede impegnati Hillary Clinton e Donald Trump per la presidenza degli Stati Uniti d’America, sono solo i primi segnali di due anni di colpi di scena, smentite e accuse.

Agosto 2016. Paul Manafort, responsabile della campagna elettorale di Trump, si dimette dopo che è stato reso pubblico un suo legame con partito ucraino filo-russo, i documenti diffusi indicano pagamenti per 13 milioni di dollari.

Novembre 2016. Donald Trump è il 45° presidente USA. Hacker russi pubblicano email dell’entourage di Hillary Clinton, che chiede il riconteggio delle votazioni in tre stati. Sempre i russi dietro la campagna denigratoria sui social, l’accusa viene pubblicata sul Washington Post.

Dicembre 2016. Spunta un dossier di Mosca su affari illeciti e sesso spinto usato per ricattare Donald Trump, a svelarlo è l’agente segreto Steele che vanta un passato un passato da 007 operativo in Russia.

Gennaio 2017. Il generale Flynn appena nominato capo del Consiglio Nazionale per la Sicurezza viene accusato di essere “Ricattabile dalla Russia” per aver avuto ‘stretti contatti’ con l’ambasciatore russo, Flynn si dimetterà a febbraio al suo posto arriverà Joseph Keith Kellogg Jr.

Marzo 2017. “La Nube”, Donald Trump chiama così l’inchiesta Russiagate, a rivelarlo è James Comey l’allora capo dell’FBI, verrà licenziato dal capo della Casa Bianca il 9 maggio, comparirà davanti alla Commissione d’Intelligence che indaga sullo scandalo, Comey rivelerà “Il Presidente mi ha chiesto di lasciar stare l’inchiesta su Flynn”.

Maggio 2017. Trump ammette di aver condiviso notizie segrete con il governo russo. È il New York Times ad accusare il Presidente americano di aver condiviso informazioni segrete di Israele con il Cremlino, da Mosca subito la smentita.

Giugno 2017. Jared Kushner, consigliere del Presidente, tra le altre cose è il genero del Taycoon newyorkese, viene indagato dall’FBI per aver usato il suo account personale inviando messaggi a colleghi della Casa Bianca, già nel mirino del procuratore Muller per la presunta collusione con la Russia, Trump Jr viene chiamato a testimoniare per i suoi contatti con avvocatessa russa.

Settembre 2017. Dopo mesi di smentite, Mark Zuckerberg si presenta davanti al Congresso Usa con i fascicoli riguardanti i falsi account generati da utenze russe con lo scopo di destabilizzare le elezioni americane a favore di Trump. Oggi il titolo è caduto a picco scendendo fino a - 4,50% alla chiusura della borsa di Wall Street.

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