Ieri si è udito l'avviso di cessare ogni tentativo di votare lo Ius soli. Alternativa popolare dice ''noi non lo voteremo, non accetteremo che il governo ponga la fiducia, non si può votare un provvedimento così divisivo a sei mesi della fine della legislatura. È un errore forzare i Parlamentari e creare una guerriglia in Parlamento su un tema così importante e così delicato che va affrontato, e quindi per noi la questione Ius soli è finita''. Segue il nuovo coordinatore Ap, Maurizio Lupi - appena indicato da Angelino alfano, chiaro segno di svolta a destra per il partito - che sembra chiudere il groviglio sullo Ius soli, dice "il Governo fa la sintesi, non è un monocolore, i nostri ministri si opporranno all'ipotesi di rimettere la fiducia della legge sulla cittadinanza ai figli di immigrati regolari al Parlamento, il Premier Gentiloni non lo farà e confermerà il suo buon senso".

Neppure la versione moderata di Ius soli temperato, votato dalla Camera, sembra ormai digeribile dal partito di Alfano, ''legge forse giusta ma in un momento sbagliato, può diventare un favore alla Lega'' dicono il Ministro degli Esteri e Lupi. Intanto il silenzio sulla questione recitato dal segretario dem Matteo Renzi, alla chiusura della festa dell'unità a Imola, fa ipotizzare che questo sia il segno che il Pd rinuncia al suo pressing, nonostante il portavoce Matteo Richetti insista sul fatto che sia questo il momento propizio, secondo lui ''lo Ius soli serve all'integrazione, cercheremo fino all'ultimo una maggioranza in Aula.

Secondo Roberto Speranza - di Mdp - seguire la Lega sullo Ius soli significherebbe passarle un assist, dice ''i diritti di 800mila persone contano molto più delle parole di Alfano, il Pd ha fatto tante forzature in questa legislatura, ne faccia una per una buona causa e approvi questa legge''.

Si (Sinistra italiana) fa sapere, tramite il suo segretario Nicola Frantoianni, che prova ribrezzo per una politica attenta solo alla tattica e al proprio tornaconto'' e ancora ''ci fa schifo una politica che se ne frega delle migliaia di bambini nati in Italia a cui viene impedito di diventare italiani''.

Beghe tra schieramenti a parte il Governo avrà bisogno della maggioranza qualificata, ovvero 161 voti, per la notifica di variazione del Def (Documento di programmazione economica finanziaria): da metà ottobre i parlamentari si addentreranno nella bolgia di Palazzo Madama, altro che quella dantesca, la corsa ad ostacoli della legge di stabilità sotto la minaccia dell'ala sinistra che ieri ha mandato sotto commissione difesa la riforma delle forze armate.

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