Per Angela Merkel alla fine è una vittoria di Pirro. Le elezioni federali in Germania vedono la CDU confermarsi primo partito, ma con un calo netto rispetto al 2013. Al secondo posto i Socialdemocratici, anche in questo caso c'è una netta flessione rispetto a quattro anni addietro. Per il resto salgono tutti gli altri partiti, in particolare Alternativa per la Germania che porterà al Bundestag oltre 80 parlamentari. Governabilità a rischio? Alla luce delle intenzioni di 'rottamare' la grande coalizione tra CDU e Socialdemocratici che ha retto l'ultimo governo, sembra proprio di si. L'alternativa più probabile al momento è una coalizione inedita tra il partito della Merkel, liberali e verdi.

I risultati

Dati alla mano, la CDU è stato il partito più votato e si attesta intorno al 36 %, rispetto al 2013 perde addirittura nove punti percentuale. I Socialdemocratici di Martin Schulz superano di poco il 20 % e nel confronto con le ultime elezioni federali perdono oltre quattro punti. La destra radicale è la vincitrice morale di queste consultazioni, il partito presieduto per mesi da Frauke Petry ed ora trascinato dal duo Alexander Gauland-Alice Weidel diventa la terza forza politica di Germania con consensi che raggiungono il 12 %, addirittura ben oltre il 7 % in più nel paragone con le ultime consultazioni per il rinnovo del Bundestag. Ma rispetto alle elezioni di quattro anni fa, crescono tutti i partiti 'minori': il Partito Liberale sfiora l'11 % (oltre il 5 % in più rispetto al 2013), i Verdi sfondano il muro dell'8 % (una crescita di mezzo punto percentuale) mentre Die Linke, partito di estrema sinistra, si attesta oltre al 6 % guadagnando più di un punto e mezzo.

Dunque il voto conferma bene o male le impressioni della vigilia, pochi dubbi sulla vittoria di Angela Merkel, parecchi sulla stabilità di quello che sarebbe il suo quarto governo consecutivo. Tra CDU e Socialdemocratici che pure hanno retto stabilmente l'ultimo esecutivo ci sono indubbie frizioni, il superamento delle incomprensioni permetterebbe comunque la creazione di una maggioranza apparentemente solida.

Più inconvenienti dall'eventuale maggioranza variopinta con liberali e verdi, con la quale i Socialdemocratici diventerebbero il primo partito di opposizione. L'ingresso trionfale di Alternativa per la Germania in parlamento è però l'elemento su cui riflettere, a conti fatti l'ultima forza politica di estrema destra al Bundestag è stato il Partito Nazista che alle elezioni federali del 1932 sfiorò il 38 %.

Il prossimo governo Merkel, spina dorsale dell'Unione Europea, si ritroverà tra le maggiori forze d'opposizione un partito dichiaratamente xenofobo ed euroscettico: non sono buone notizie per Bruxelles. Dopo la sconfitta di Geert Wilders in Olanda ed il crollo di Marine Le Pen in Francia, in molti davano per finita la stagione dei populismi che aveva caratterizzato il 2016. La sfida all'Europa riparte invece dalla Germania ed è il campanello d'allarme più grande per i vertici dell'UE.

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