Gli Stati Uniti devono aspettarsi una "risposta molto forte, con insostenibili conseguenze": questa è la reazione della Corea del Nord alle nuove sanzioni imposte dalle Nazioni Unite che prevedono il bando alle esportazioni tessili di Pyongyang ed il divieto alle importazioni di petrolio e gas naturale verso la Corea del Nord, ad eccezione di una piccola percentuale da impiegare per il sostentamento della popolazione. La nuova provocazione è arrivata: ridurre in cenere gli Stati Uniti ed "affondare" il Giappone. Questa è la recente minaccia avanzata dalla Corea del Nord giunta tramite l'agenzia di stampa ufficiale Kcna a seguito della recente decisione delle Nazioni Unite di imporre ulteriori sanzioni al regime di Kim Jong-Un.

Quest'ultime, stabilite lunedì scorso dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, non sono altro che il "prodotto di una scellerata provocazione", risoluzione "fabbricata dagli Stati Uniti che non fa altro che rafforzare la determinazione a percorrere la strada prescelta senza deviazioni, fino alla fine": queste le parole del ministro degli esteri nordcoreano.

Kim Jong-Un aveva infatti testato lo scorso 3 settembre un ordigno nucleare, una bomba all'idrogeno, dopo aver lanciato a metà agosto un missile balistico che aveva sorvolato il Giappone per poi abbattersi nell'Oceano Pacifico. L'energia prodotta il 3 settembre scorso dall'esplosione della bomba nucleare, dicono gli esperti, sembra essere circa 10 volte superiore a quella di Hiroshima.

Tokio e Corea del Sud

La minaccia avanzata pare estremamente "provocatoria ed oltraggiosa": queste le parole del portavoce del governo giapponese,Yoshihide Suga, in risposta all'agenzia Nordcoreana che gestisce i rapporti con Seul. Intanto il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in ha escluso la possibilità che armamenti nucleari possano essere schierati all'interno del Paese: un'ipotesi contraria provocherebbe una guerra nell'Asia del Nord.

Nazioni Unite

Il segretario generale delle Nazioni Uniti, Antonio Guterres, esclude a priori un'azione militare contro la Corea del Nord poiché comporterebbe solamente effetti devastanti. La coesione emersa in sede di Consiglio sulle sanzioni da porre al regime di Kim-Jong-Un offre, invece, un'opportunità diplomatica: Guterres si dichiara pronto a mediare, qualora le parti lo dovessero richiedere.

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