Efe Bal è stata condannata a pagare duemila euro di multa e altri 10mila euro di risarcimento a Michele Rizzi, ex consigliere della Lega Nord di San Giuliano Milanese. La condanna è avvenuta nell’ambito del processo per diffamazione che vedeva imputata proprio la nota transessuale turca.

Secondo il Tribunale di Milano, nel luglio 2015 Efe Bal, “quale persona transessuale esercente l’attività di prostituzione, offendeva la reputazione di Rizzi Michele”. Affermando, tra le altre cose, di “avere intrattenuto col medesimo un rapporto sessuale a pagamento, comunicando con più persone attraverso l’utilizzo del social network ‘Facebook’”.

L’ex consigliere comunale aveva richiesto un risarcimento di 50mila euro, mentre il pm aveva chiesto per l’imputata una condanna a una multa di duemila euro senza attenuanti generiche.

La trans e la Lega

Efe Bal, nata a Istanbul 40 anni fa, esercita il mestiere di prostituta per sua stessa ammissione e da sempre si batte per la regolarizzazione delle “lucciole”. In passato si era avvicinata politicamente alla Lega Nord, addirittura tesserandosi al partito dopo che Matteo Salvini aveva proposto la riapertura delle case chiuse. Aveva inoltre lanciato pubbliche avances allo stesso Salvini, con toni più o meno espliciti. Il segretario leghista, di rimando, l'aveva ringraziata per aver partecipato alla raccolta firme per l'abolizione della Legge Merlin.

La fine dell’idillio

Una storia bizzarra che però è finita malissimo. Una campagna pubblicitaria lanciata dalla transessuale, con dei manifesti in cui si definiva “ministro dei lavori particolari” della Lega, aveva provocato una reazione estremamente infastidita da parte di vari esponenti del Carroccio. Efe Bal aveva dunque dichiarato, in quella che è sembrata a molti una minaccia di ricatto, di conservare sul proprio telefono svariati messaggi scabrosi da parte di autorevoli personalità leghiste.

Le cose sono presto degenerate, portando – tra l’altro – a quest’ultima condanna giudiziaria. Il capogruppo della Lega al Senato, Gian Marco Centinaio, all'epoca dichiarò: “Una persona così si commenta da sola. Dice di avere messaggi compromettenti sul telefono? Li tiri fuori! In Lega c’è gente onesta, e chi le ha scritto evidentemente pensava che anche lei fosse così”.

E, dopo innumerevoli battibecchi, questa condanna potrebbe finalmente scrivere la parola “fine” su una delle vicende più improbabili della storia politica recente.

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