Incredibile, perché dopo la nascita della Costituzione e della Repubblica, dal 1 gennaio del 1948, questi termini portano con sé solamente brutti ricordi e mal di stomaco. Eppure è così. Ecco dunque che bisogna soffermarsi sulla vera domanda: perché? Perché l'estrema destra sta guadagnando sempre più consensi? E perché, ancora, hanno attuato delle misure del genere, come quella di irrompere in una riunione privata di associazioni intente a salvare i migranti e - senza usare alcun tipo di violenza - pronunciare le proprie opinioni "pacificamente" e poi andare via come se nulla fosse?

Incredibile, ma vero: in Italia si torna a parlare di estrema destra e di squadrismo

Ogni movimento politico, qualunque esso sia, nasce principalmente da un'esigenza delle persone che vi militano e che credono in un ideale da seguire. Anche se sembra anacronistico, in una realtà come la nostra - priva di qualunque forma di valore o ideale condiviso - questo fatto basterebbe a giustificare la rinascita di movimenti estremisti del genere. Eppure no, perché la nostra stessa storia come italiani ci ha insegnato che movimenti neofascisti, o comunque antidemocratici, non solo sono da evitare, ma da distruggere. La nostra storia come nazione ci spaventa a tal punto che ogni forma di vicinanza ideologica, gestuale, persino culturale, a quel ventennio - secondo la legge e secondo questa legislatura - andrebbe condannata.

Via i monumenti, via i gesti, via le canzoni. Come se si avesse davvero una paura folle che ritorni tutto ciò che fu. E' dunque oltremodo strano e inusuale che molta gente, ad oggi, assecondi e abbracci estremismi di questo genere, e la motivazione credo possa trovarsi nella considerazione per cui si è persa la fiducia in tutto il resto.

Molti tra coloro che aderiscono a ideali e movimenti estremisti di destra, dunque, credono ingenuamente che questa possa essere l'unica soluzione possibile di fronte alla ignobile faziosità degli schieramenti politici attuali. Parlano di popolo, epurazione razziale, forse anche di Duce, ignorando in realtà che i tempi sono cambiati e che non solo questi temi sono illegali, ma, se mai ne hanno avuto uno, ora come ora sono addirittura privi di significato.

Perché dunque avere paura della storia? E' un tempo passato che ora non può più tornare. Ma credo che le risposte siano anche in questo caso semplici: se si ha paura che riemergano questi estremismi, o l'istruzione pubblica non è stata abbastanza in grado di insegnare adeguatamente la pericolosità e l'inefficacia di tali pretese politiche, oppure i partiti attuali hanno paura che la soluzione che propongono questi movimenti di una pericolosissima deriva di stampo fascista sia pericolosamente efficace e condivisa dagli elettori, e che sia dunque l'unica valida alternativa ai loro stessi partiti per la popolazione, il che mi sembra ancor più grave. Considerare infatti "valida" la strada dell'estremismo per salvaguardare gli interessi del Paese è altresì ingenua e priva di una lucida concezione della propria cultura e del senso storico.

In definitiva, una vita semplicemente impraticabile.

Il grande dibattito politico che è sorto a seguito di questo blitz del 29 novembre è davvero sconcertante, e lo stesso centro destra ne sta subendo ora le conseguenze. La vicenda ha provocato innumerevoli reazioni da parte di associazioni di volontariato e dell'Anpi. La "grande paura" dei neofascismi ha visto il segretario della Lega Salvini difendere il gesto con "il problema vero non sono quattro ragazzi, ma un'immigrazione fuori controllo", ribadendo ancora una volta le proprie convinzioni come se i fatti di Como fossero acqua al proprio mulino utili per la campagna elettorale e, in risposta, Roberto Maroni, governatore della Lombardia, asserire ai giornalisti di Repubblica che " fatti come questi non sono atti di violenza, ma forse ancora più gravi".

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