A Monrovia si torna a festeggiare. Era il 1995 quando il milanista George Weah venne insignito della massima onorificenza calcistica, il Pallone d'oro, mentre oggi si festeggia la sua elezione a venticinquesimo presidente della Liberia.

La vita da bomber di Weah

A 51 anni è stato l'unico africano ad aver vinto il pallone d'oro fino ad oggi, ma anche lo sportivo africano del secolo, durante la permanenza in rossonero dal 1995 al 2000, nel Milan allenato da Capello, con grandi campioni come lui, è stato anche testimonial di uno spot molto sarcastico che girava per tutte le televisioni italiane, convertito all'Islam a metà degli anni '90, da sempre attivo nella beneficenza, famoso il suo disco cantato assieme ad altri calciatori africani nel 1998 "Lively Up Africa" i cui proventi sono stati devoluti in favore dell'UNICEF.

Terminata la carriera da calciatore nel 2002 all'età di 36 anni, s'è da subito dedicato al suo paese candidandosi nel 2005 come presidente, ma uscendo sconfitto contro un osso duro come Ellen Johnson-Sirleaf, la prima donna a capo di uno stato africano insignita nel 2011 del premio Nobel per la pace. Gli anni di opposizione sono serviti a sedimentare la leadership di Weah e ad ottenere un master in gestione e business nel 2013.

Pace, scuola e benessere, gli obiettivi del presidente Weah

Nelle elezioni da poco concluse, l'ex milanista ha ottenuto il 62% dei voti al ballottaggio contro lo sfidante, il 73enne Boakai. Quasi un milione e mezzo gli elettori che hanno votato, ovvero circa il 56% degli aventi diritto, nonostante il ballottaggio per l'elezione del presidente sia stata spostata di 7 settimane rispetto alla data prevista, il primo turno chiamò alle urne i liberiani il 10 ottobre e il vantaggio del senatore d'opposizione George Weah era già netto con il 38,4% del consenso, ben 10 punti in più dello sfidante Boakai.

La Liberia è la più antica Repubblica africana fondata nel 1847, nonostante possa godere di un sottosuolo pieno di diamanti, resta uno degli Stati con il maggior tasso di povertà e le continue guerre civili hanno portato alla morte quasi duecentocinquantamila persone; ad aggravare la situazione la crisi del 2014 dovuta dal virus Ebola che ha ucciso quasi 5 mila persone.

Saranno questi gli obiettivi del neoeletto presidente George Weah ovvero continuare sulla via della pace tracciata da Ellen Johnson-Sirleaf, aumentare il livello di benessere e combattere la piaga della disoccupazione giovanile, ma anche la promessa di istruzione gratuita per ogni livello; riuscirà a raggiungere anche questi obiettivi il grande bomber?

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