Tornano alla ribalta i monarchici, e potrebbero presentarsi anche alle prossime Elezioni politiche collocandosi naturalmente nel centro destra, con una chiara ispirazione - a loro dire - liberale.

Un nome dal sapore antico

Un listone con un nome forte, quello che è stato presentato nella giornata di venerdì. Una lista a 3 gambe (come si usa dire in questo periodo); che comprenderà: La Democrazia Cristiana capeggiata da Dennis Martucci e la cui collocazione è la destra cattolica, l’Associazione Nazionale Democratici Liberali di chiara matrice liberale appunto e infine loro, i monarchici di Italia Reale, con il simbolo con Stella e Corona; una sigla nuova che raccoglie varie anime di coloro il cui sogno sarebbe di rivedere i Savoia regnare sul bel paese.

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Il nome? Blocco Nazionale per le Libertà, proprio come il gruppo liberal conservatore che partecipò all’elezione dell’Assemblea Costituente, e al cui vertice fu Vittorio Emanuele Orlando.

Idee chiare e un unico fine

Il fine ultimo dell’ideologia monarchica italiana, ovviamente è solo uno; quello della restaurazione della Monarchia. E naturalmente quello di portare i sovrani al Pantheon di Roma. Ma non solo. Angelo Novellino e Massimo Mallucci di Italia Reale, hanno in mente un programma politico ben preciso: eliminare le città metropolitane, ridare piena funzionalità a provincie e prefetture, occuparsi di temi etici e sociali come il fine vita e lo ius soli.

Il tutto senza dimenticare la dignità del lavoro e la tutela del risparmio dal sistema bancario. I rappresentanti di Italia Reale poi puntano il dito sugli sprechi dell’Italia Repubblicana e sui soldi percepiti dalle massime cariche istituzionali, ben superiori, secondo loro, ai compensi percepiti da vari sovrani europei.

La ricerca di apparentamenti

Naturalmente Il Blocco Nazionale per le Libertà cerca degli apparentamenti, con chi condivide le ideologie liberali che hanno portato alla creazione della coalizione stessa.

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I leader Monarchici vedono in Vittorio sgarbi un naturale e possibile alleato. I rappresentanti di IR sono però chiari. Non necessariamente si presenteranno alle prossime elezioni politiche, e qualora dovessero farlo non lo faranno in tutte le regioni. Potrebbe essere un punto di partenza insomma, per arrivare un giorno a portare una sigla monarchica in parlamento. Una sigla che manca dal 1972; quando i rappresentanti di allora uniti nel PDIUM (partito democratico italiano di unità monarchica) decisero di fondersi con i missini guidati da Giorgio Almirante, creando il Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale

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