Fa sempre parlare di sé il leader della Corea del Nord che a quanto pare sembrerebbe intenzionata ad aprire ai Giochi Olimpici Invernali mandando una delegazione nella Corea del Sud, Paese con la quale il leader Kim Joung-un è ufficialmente ancora in guerra. Si tratta di un evento storico, se si verificasse, che esce proprio dalla bocca del dittatore durante il consueto discorso per il nuovo anno. la Corea del Nord intende infatti aprire delle trattative per poter inviare una delegazione di atleti nel Sud della Penisola, ovvero a Pyeongchang, spiegando come i giochi rappresentino una grande opportunità per il Governo di Seul, e porgendo quasi un ramoscello d'ulivo per uno Stato che nonostante tutto rimane sempre gemello, ovvero una parte di sé.

Purtroppo non mancano neanche le minacce consuete agli Stati Uniti e a verso un eventuale attacco nucleare, specificando che la Corea del Nord è ormai una potenza nucleare e nel 2018 continuerà lo sviluppo bellico come deterrente per eventuali attacchi da parte degli Stati che mal sopportano il Governo dei Kim. "Il pulsante nucleare è sulla mia scrivania. Questa è una realtà, non una minaccia", ha detto.

Per quanto possano mettere paura al mondo intero, le minacce di Kim Joung-un non è il caso di strumentalizzarle troppo come spesso fa la stampa occidentale filo-statunitense. Il pericolo di un guerra nucleare c'è, ma è il caso di porre l'attenzione sul fatto che l'arsenale nucleare serve al dittatore solo come difesa per una eventuale invasione, cosa che ha iniziato a diventare reale con l'avvento al 'trono' statunitense da parte di Donald John Trump, che non ha certamente rasserenato gli animi, anzi ha posto gli USA sul 'sentiero di guerra' non solo verso la Corea del Nord ma anche verso tutti gli Stati che non accettano la supremazia degli Stati Uniti nel mondo.

Corea del Sud euforica per le parole di Kim

"Apprezziamo il fatto che Kim abbia espresso la disponibilità a inviare una delegazione". Euforico il portavoce dell'esecutivo della Corea del Sud, Parco Soo-hyun, che vede l'apertura del Nord come un passo per trovare una soluzione pacifica alle tensioni politiche nella Penisola. Come nei tempi dell'Antica Grecia, i Giochi Olimpici potrebbero divenire nuovamente un'occasione per garantire la pace; chissà, è sicuramente quello che sperano i vicini del Sud, che purtroppo vivono da anni nel terrore di una possibile nuova guerra.

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