Associazione Movimento 5 Stelle alla sbarra a Cosenza dinanzi al giudice della I sezione Civile Massimo Lento, dopo il ricorso presentato l'attivista grillino avvocato Ugo Morelli, un’udienza alla quale non è stata consentita la presenza dei giornalisti. Il giudice Lento ha “trattenuto la causa in decisione”, riservandosi l’esame degli atti prodotti e di valutare le questioni giuridiche sollevate dalle parti.

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Il procedimento ha preso avvio dopo l’esposto dell’avvocato Ugo Morelli che lamenta le procedure che non gli hanno consentito di candidarsi alle Parlamentarie online del M5S del 17 gennaio scorso. Tecnicamente si tratta di un procedimento avviato presso il Tribunale civile di Cosenza, ex art.700 cpc., con il quale Morelli ha richiesto l’annullamento, previa sospensione della lista dei candidati per le elezioni del 4 marzo prossimo.

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Paola Ciannavei e Francesco Volpe legali M5S

Il M5S si è costituito in causa, difeso dagli avvocati Paola Ciannavei di Roma e Francesco Volpe di Acri. Morelli, è difeso da se stesso, in aggiunta all’avvocato Francesco Di Lieto di Catanzaro. Nel processo si è pure costituito il noto attivista M5S di Rossano, avvocato Francesco Catalano, che ha depositato un atto d’intervento in proprio ed a sostegno del ricorso di Morelli.

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Inoltre si è pure costituito un noto attivista, iscritto M5S di Cosenza, Tommaso Infelise, che ha nominato difensore di fiducia lo stesso avvocato Ugo Morelli. .

Sollevate dall'associazione questioni pregiudiziali

Dai legali del M5S sono state sollevate questioni pregiudiziali sulla competenza per territorio per Tribunale di Cosenza, indicando la competenza della sede legale di Roma. Contestata inoltre la legittimazione attiva di Morelli.

A loro avviso sarebbe cessata la materia del contendere, perché le liste sono state già presentate. Inoltre i legali del M5S hanno eccepito l’inammissibilità del rito, ex art. 700 c.c. perché, a loro avviso, avrebbe dovuto essere esperito il rito delle impugnazioni delle delibere delle associazioni di cui art. 23-24 c.c.. Morelli ha respinto con fermezza tutte le eccezioni di procedura di controparte, ed ha fatto osservare al giudice Lento che il rito, ex art.

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23 c.c., risultava inammissibile, “perché non esiste nessuna delibera da impugnare e non si è mai svolta nessuna assemblea”.

Morelli ha inoltre chiesto l’accoglimento delle conclusioni del proprio ricorso tra cui "l'immediata sospensione delle liste M5S". In attesa della decisione Morelli chiede “che la Magistratura applichi la legge con fermezza, ordinando ai responsabili del M5S di ripristinare e garantire i diritti di democrazia a tutti gli iscritti”.

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Tra le altre cose è emerso che la sede legale del M5S è a Roma presso lo stesso indirizzo dei citati suoi avvocati, che il M5S è una associazione non riconosciuta, peraltro priva di PEC che costituisce un obbligo di legge, anche per la presentazione delle liste candidati.

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