Secondo quanto sostenuto da alcuni mass media mediorientali, dietro l'attuale immigrazione di massa africana verso l'Europa ci sarebbe anche lo 'zampino' degli Emirati Arabi Uniti. È quanto scritto su un articolo scritto sul sito del quotidiano panarabo 'Al Araby Al-Jadeed' e riportato sul sito italiano 'Arab Press', nonché riportato dalla testata giornalistica iraniana 'Hispan Tv' e ripreso dal sito web italiano di informazione alternativa 'Controinformazione.info'. Stando a quanto sostenuto da tali articoli, il paese del Golfo avrebbe un ruolo tutt'altro che secondario nella tratta dei migranti africani in Libia.

La rivelazione del funzionario dell'Ufficio dell'immigrazione in Libia: 'Gli Emirati finanziano l'immigrazione di massa per far pressione sull'Europa'

Secondo quanto affermato nel pezzo di 'Hispan Tv' e tradotto da Luciano Lago per il già citato articolo su 'Controinformazione.info', un importante funzionario dell'Ufficio dell'immigrazione libica avrebbe dichiarato che gli stessi Emirati Arabi Uniti finanziano e sostengono pesantemente l'immigrazione di massa africana verso l'Europa per fini meramente politici e strategici. Stando sempre allo stesso articolo di 'Hispan Tv', in tal modo i vertici del paese del Golfo sperano di fare pressione nei confronti dei paesi europei e, al contempo, di aumentare la propria influenza geopolitica nel Nord Africa.

Il rischio dell'infiltrazione islamista in Europa

Tali notizie non sono da prendere eccessivamente sottogamba in quanto è risaputo che c'è, in Europa, un rischio ancora molto forte di un'infiltrazione islamista radicale. Il fatto è che paesi decisamente islamisti come gli stessi Emirati Arabi Uniti potrebbero avere interesse, diretto o indiretto, nel sostegno a una penetrazione di importanti individui e movimenti islamisti radicali nel cuore degli stessi paesi europei.

Ciò non significa che la stessa monarchia del Golfo sia presumibilmente attiva nel sostegno e nel finanziamento del terrorismo di matrice islamista radicale, ma è altrettanto certo che su tale tema vi sono dei fondati dubbi da parte di diversi analisti e opinionisti militari.

Insomma, come si suol dire prevenire risulta sempre meglio di curare e sarebbe opportuno che le autorità di competenza si impegnassero nell'analizzare la situazione e risolvere eventuali problematiche.

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