Lo scrutinio è ancora in corso ma la stragrande maggioranza delle schede sono ormai state aperte. Il risultato che ci si aspettava, e probabilmente si temeva, è arrivato: nessuno è in grado di formare un governo in autonomia. Con questa legge elettorale per poter formare un governo e dunque avere un discreto numero di parlamentari per dare fiducia all'esecutivo serviva superare il 40% dei voti.

Le opzioni del capo dello Stato

Dalle urne esce il successo prevedibile e atteso dal Movimento 5 stelle che ha ottenuto più del 30% delle preferenze ponendosi così come primo partito in Italia.

La vera sorpresa di queste elezioni è nella coalizione del centrodestra dove la Lega ha fatto il pieno di voti, distaccando Forza Italia di diversi punti. Nell'insieme la coalizione di centrodestra composta da Forza Italia, Lega, Noi con l'Italia e Fratelli d'Italia ha ottenuto circa il 37% delle preferenze e di fatto classificandosi come prima forza politica. Secondo l'accordo interno tra i partiti che formano la coalizione di centrodestra il partito che raccoglie più voti sarà quello incaricato di formare il nuovo governo, ruolo che sarebbe spettato alla Lega se il gruppo avesse raggiunto il 40%.

Ora la palla passerà al presidente della Repubblica, Mattarella, che dovrà sciogliere il nodo e scegliere cosa fare. Al momento gli unici due nomi papabili sono Luigi Di Maio e Matteo Salvini, ma per governare entrambi dovrebbero trovare sponde in altre partiti. Le opzioni sul piatto però sono diverse, Mattarella potrebbe anche formare un governo scelto da lui che duri qualche mese per poi traghettare il Paese a nuove elezioni entro qualche mese o potrebbe mettere in piedi un governo del tutto politico e forse impensabile fino a oggi.

Se Lega e 5 Stelle trovassero un accordo sul alcuni temi importanti forse potrebbero governare insieme, anche se su temi centrali come l'immigrazione e l'economia non la pensano nello stesso modo.

La terza via di Mattarella

Mattarella probabilmente sarebbe stato propenso a riaffidare un nuovo incarico a Gentiloni ma dopo la disfatta del PD ormai è da escludere. Il capo dello Stato però potrebbe anche pensare di tenere distanti tra loro i due partiti euroscettici e favorendo la nascita di un partito di centrodestra.

Forse un governo a guida Salvini che conterà sull'appoggio di qualche parlamentare cosiddetto "responsabile" di altri gruppi che appoggerà il nuovo esecutivo di centrodestra.

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