L'Italia è politicamente sospesa, giornalisti, politici e personaggi dello spettacolo, in questa fase di stallo, provano a farsi sentire sperando che finita la sospensione, il paese riprenda un degno cammino politico. Se, ad esempio, Pif lancia un appello attraverso un video messaggio per convincere il Pd ad appoggiare ai 5Stelle, ed evitare così di dare il governo in mano alla destra, preoccupandosi inoltre di richiamare alla memoria del Partito Democratico la precedenza alleanza con membri (addirittura) del polo opposto (come Alfano e Verdini), Scanzi invece resta molto scettico su di una eventuale alleanza e spera invece in una nuova legge, un nuovo voto, che permetta finalmente al paese di scegliere tra Salvini e Di Maio.

L'Italia che si fa sentire

Secondo Andrea Scanzi, la migliore opzione per i partiti vincenti è quella tornare al voto, o meglio, chiedere a Mattarella di istituire un governo presidenziale che prepari una nuova legge elettorale e ritornare al voto entro il 2019. Per il giornalista del Fatto Quotidiano non vi sono altre possibilità, visto che anche la tanto auspicata alleanza M5S - PD è impraticabile e incoerente per entrambi i partiti.

Scanzi, infatti, fa notare che se i 5 Stelle avessero predicato in campagna elettorale un'alleanza col PD, al massimo avrebbero riscosso il 3%, inoltre, un'eventuale alleanza costringerebbe i pentastellati a cercare di svolgere il loro programma con gente come Orfini e Morani, che il giornalista denomina "badanti" in un eventuale contesto governativo.

La posizione di Scanzi

Ciò che Scanzi suggerisce è che i 5 stelle, in quanto forza di rottura, per realizzare le loro promesse dovrebbero governare indisturbati (e dunque senza 80 badanti in parlamento) e non cercare di raccattarsi voti dal PD con la minaccia di tornare al voto e sancire così il declino definitivo del Partito Democratico.

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Pd

Mentre per quanto riguarda la Lega, l'opinione di Scanzi è che Salvini dovrà ben guardarsi dall'aderire ad un "Renzusconismo" che rischia di spazzarlo via dai giochi. Il PD poi, secondo il giornalista è del tutto fuori dai giochi e non invece l'ago della bilancia come dicono alcuni: "Il PD ha un 18% stitico con cui non fa neanche il brodo"

Ciò che insomma si dovrebbe fare per Scanzi, in seguito al risultato del 4 marzo, può essere dedotto nel suo messaggio a fine articolo: "Fate durare poco questi pallosissimi tracheggi e torniamo presto al voto"

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