Con la comparsa dei social una decina di anni fa abbiamo modificato radicalmente il nostro modo di vivere le cose all’improvviso. A causa di questo strumento, tutto può risultare interessante in quanto l'utente è posto al centro dell'attenzione e si sente in dovere di esprimere la propria opinione. Inoltre, dal momento che siamo presenti sui social, questo vuol dire che possiamo essere raggiunti ovunque. Di ciò è consapevole la classe dirigente della totalità dei paesi del globo, che all'occorrenza organizza le campagne elettorali. Talvolta, il mondo politico si spostato dai cortei alle nostre bacheche di Twitter e Facebook.

E' sui social che la comunicazione politica risulta vincitrice. Il web rimarca il fatto che le elezioni siano state vinte dal populismo (come sta accadendo con le ultime elezioni italiane), un fenomeno che ha origini non troppo distanti, ma che nulla ha a che vedere con la politica attuale. Piuttosto è giusto parlare di demagogia (per ora, almeno), ma non una demagogia spiccia, ma di una retorica studiata a tavolino, da abili tecnici della comunicazione, ben consapevoli della nostra psicologia.

Cosa sono le Euristiche

Esistono dei meccanismi cui non possiamo sottrarci (soprattutto se non ne conosciamo nemmeno l’esistenza) che avvengono continuamente nella nostra mente, delle scorciatoie che prendono il nome di Euristiche, che usiamo continuamente e che ci permettono di vedere una realtà compatta, che sottostà alle nostre regole (o a quelle che ci impongono), di prendere decisioni di fronte a problemi complessi, di dare giudizi.

Per fare un’esempio, lo stereotipo è in sé un' euristica (della rappresentatività, nello specifico),“tizio” fa “cosa”, allora tutti i “tizio” faranno “cosa”, ignorando qualsiasi altra informazione,una scorciatoia, che ci aiuta a pensare meno e a rendere tutto ciò che vediamo più coerente con quello che già conosciamo. Chi organizza le campagne elettorali, conosce approfonditamente questi meccanismi, ed è qui che l’euristica diventa demagogia, le “false promesse”, non sono false estrinsecamente, ad oggi infatti tutto ciò che è stato proposto potrebbe essere anche compiuto,ma piuttosto ci sono errori di fondo, dati di fatto. Le ultime campagne politiche (in primis l’epopea Trumpiana dello scorso anno) sono state strutturate con slogan, frasi ormai celebri, proposte, che puntano al nostro status di elettori passivi, le euristiche diventano demagogia tutte le volte che una proposta è costruita attorno a un pregiudizio, a un’evento, a qualcosa di negativo che ci tocca personalmente, in cui ci sentiamo coinvolti profondamente, che si ancora nelle nostre menti e diventa status quo, la nostra realtà, la nostra cultura.