Dopo il susseguirsi negli ultimi mesi di provocazioni verbali e non, da entrambe le parti, la crisi nordcoreana sembrava non lasciare alcun margine alle trattative. Invece, con grande sorpresa si apprende che potrebbe iniziare, seppur con enormi difficoltà, un lento processo di “normalizzazione”.

Precedenti tra il Presidente Usa e il regime di Pyongyang

Solo a gennaio, per parlare delle più recenti scaramucce, Kim Jong-un, durante il consueto messaggio di inizio anno aveva affermato: ”Sulla mia scrivania c’è un pulsante nucleare.

L’intera area degli Stati Uniti continentali è sotto il raggio d’azione nucleare. Che gli Usa non inizino mai una guerra contro me o il mio Paese”. Non si era fatta attendere la risposta di Donald Trump che aveva tweettato: “Qualcuno di questo regime esaurito e alla fame lo informi per favore che anch’io ho il pulsante nucleare ma è molto più grande e potente del suo, e il mio funziona”.

L’annuncio di Donald Trump

E invece, a sorpresa, il Presidente statunitense ieri ha fatto sapere che non è escluso che presto possa parlare al telefono con Kim Jong-un.

E’ accaduto durante la tradizionale cena con i giornalisti del Gridiron Club di Washington. Ma Trump aggiunge anche che se la diplomazia non dovesse funzionare “la fase due sarebbe molto, ma molto, sventurata per il mondo”. Condizione indispensabile perché la “conversazione” possa aver luogo, è che pyongyang inizi il processo di denuclearizzazione.

Il presidente americano è anche tornato sul tema pazzia.

Aveva già dato in passato del “pazzo suicida” a leader del regime della Corea del Nord, questa volta utilizza una battuta in perfetto stile Trump: “Il rischio di trattare con un pazzo? Il problema è suo, non mio”. Alcuni osservatori hanno ricondotto tale atteggiamento alla cosiddetta “strategia del pazzo”, introdotta dal presidente Nixon durante la guerra fredda. Non è la prima volta che Trump apre al dialogo, era già avvenuto nel 2017, ma anche ai tempi le condizioni erano molte ed imprescindibili e tutto si era concluso in un nulla di fatto.

Intanto, nel tentativo di allontanare il pericolo di un conflitto, una delegazione sudcoreana è in partenza per Pyongyang, con l’intento di di aprire una linea di dialogo tra le due Coree e gettare le basi per dare il via a colloqui diretti tra il regime nordcoreano e gli Stati Uniti. La situazione resta molto tesa e il dialogo sembra ancora impossibile, ma chissà che questi primi segnali di apertura non possano davvero dare inizio ad un primissimo approccio tra i due leader.

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