Il Gip di Termini Imerese (PA) ha richiesto gli arresti domiciliari come misura cautelare per Salvatore Caputo, suo fratello Mario Caputo, entrambi avvocati di Monreale (PA) e Benito Vercio, il procacciatore di voti. L'accusa è di "attentato contro i diritti politici del cittadino", così come sancito dall'articolo 294 del Codice penale. Indagato per scambio elettorale politico-mafioso anche Alessandro Pagano, deputato della Camera, dirigente nazionale e coordinatore della Sicilia occidentale.

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Inoltre, ad essere indagato per entrambi i capi di imputazione, anche un volto importante della Lega, Angelo Attaguile, che fu uno dei primi ad aderire ad un progetto di Lega nazionale e non solo padano. L’indagine si riferisce alle elezioni regionali del novembre 2017 in cui era candidato Mario Caputo.

I protagonisti

Angelo Attaguile, in stretto rapporto con Matteo Salvini, ha un passato come democristiano.

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Suo padre fu tre volte senatore della DC, il figlio, seguendo le orme del padre, da ragazzo è stato presidente dei giovani democristiani e successivamente, nel 2005, fu nominato senatore della nuova Dc. Nel 2013 venne eletto alla Camera nel Pdl (Popolo della libertà), dopo un paio di settimane si ritrova con il gruppo Lega Nord – Autonomie. Successivamente diventa il segretario nazionale di Noi con Salvini.

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Politica

I fratelli Caputo sono avvocati, esponenti della Lega palermitana. Mario Caputo ebbe una condanna di un anno e cinque mesi per abuso d’ufficio, ottenuta a causa di alcune multe che aveva tolto ad assessori, amici e all’autista dell’arcivescovo, Salvatore Cassisa. Alle elezioni del 2017 i due Caputo raggirarono i loro elettori facendo credere che quello da eleggere sarebbe stato Salvatore e non suo fratello Mario.

Alessandro Pagano, coordinatore di Noi con Salvini in Sicilia occidentale. La procura di Termini Imerese ha richiesto alla Camera l’autorizzazione per l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche emerse nei suoi confronti. Telefonate fatte insieme agli altri attori della vicenda. Il ruolo di Benito Vercio è stato quello di procacciatore di voti nel termitano.

Compravendita di voti

Dodici casi accertati.

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In cambio di voti si promettevano posti di lavoro, sia presso uffici pubblici che imprese private, per lo più a disoccupati. Oltre al lavoro proponevano qualsiasi tipo di favoritismo, come ad esempio rendere possibile il superamento dell’esame d’ammissione alla facoltà di infermieristica

E pensare che la Lega si proponeva come partito dell’onestà, diverso dal vecchiume partitico degli ultimi anni, contro la corruzione e l’illegalità che hanno dominato gran parte del mondo politico fino agli anni ’90; con questa vicenda hanno avuto l’ennesima occasione per dimostrarlo.

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