La Lega di Matteo Salvini e il M5S di Luigi Di Maio non riusciranno a trovare un accordo per formare il governo e spingeranno, invece, per andare a nuove elezioni ad ottobre con una legge elettorale a loro favorevole. È questa l’opinione di Roberto Maroni, espressa nel corso di una intervista rilasciata dall’ex governatore leghista della Lombardia al quotidiano Repubblica. Secondo l’avversario interno di Salvini nel Carroccio, i due leader usciti vincitori dalle urne del 4 marzo avrebbero già deciso la tempistica di questa ‘crisi pilotata’.

Maroni: ‘Non ci sarà un governo tra Lega e M5S’

Il predecessore di Attilio Fontana alla guida del Pirellone, intervistato da Roberto Rho su Repubblica, si dice convinto che tra la ‘sua’ lega e il M5S non verrà stretto alcun accordo di governo. Anzi, aggiunge Roberto maroni, si fisseranno al più presto nuove elezioni, ma stavolta con una legge elettorale fatta su misura per le ambizioni di Salvini e Di Maio. L’ex governatore lombardo e ministro dell’Interno sostiene che il Rosatellum verrà mandato in soffitta per essere sostituito da una legge elettorale che preveda un premio di maggioranza per le liste. A quel punto, spiega Maroni, Salvini avrebbe gioco facile a trionfare in una lista unica del centrodestra, mandando di fatto in pensione Berlusconi.

Con un Pd ridotto al suo minimo storico, poi, le prossime elezioni vedrebbero come protagonisti M5S e Lega, con il vincitore che andrà al governo e lo sconfitto all’opposizione. Sarebbe questa secondo Maroni la vera data di nascita della Terza Repubblica.

Data e tempistica delle nuove elezioni

A questo proposito, il ‘cartomante’ Maroni, si spinge persino ad ipotizzare tempistica e numeri di questa svolta. Una volta posta come traguardo la data del 26 maggio 2019, giorno delle elezioni Europee, Lega e M5S non avrebbero scelta: approvare le leggi su reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero, pena la ‘perdita della faccia’ con i rispettivi elettorati. Ecco allora che a Salvini e Di Maio converrebbe andare a nuove elezioni molto prima.

Maroni individua anche una data precisa: il mese di ottobre 2019. In chiusura dell’intervista, colui che viene ritenuto l’avversario interno sconfitto da Salvini, spezza una lancia nei confronti del presunto rivale affermando che Matteo “ha giocato una partita intelligente”, anche se gli manca ancora l’esperienza.