Donegal è una contea che si trova sulla costa Nord-Ovest ed è molto lontana dall’Irlanda, sia geograficamente che di pensiero. Non a caso è stata l’unica area dell’Irlanda ad aver visto in loco numerosi dibattiti, causando cosi l'indignazione popolare per aver votato contro l’aborto. Ma quali sono i motivi di una simile scelta?
Un paese controcorrente
Donegal è per la maggior parte un paese rurale, agricolo e di pesca, è la zona più “selvaggia” dell’Irlanda e si differenzia da essa sotto ogni aspetto, tant’è che uno dei suoi slogan turistici più conosciuti è “Up here is different”, “Quassù è diverso”.
Per quanto riguarda il tanto discusso referendum sull’aborto libero in Irlanda, questo è stato l’unico paese in cui è avvenuta la vittoria del no. Nel Donegal il dominio della Chiesa è ancora molto radicato, non a caso una persona su dieci ha dichiarato di essere stata influenzata dalla religione nella propria decisione. Anche l’età però ha fatto la sua parte, infatti le persone più giovani hanno votato per maggioranza si, mentre gli over 65 hanno votato tutti no, ed essendo un paese contadino la popolazione non è costituita da molti giovani. C’è stata invece una divisione meno forte tra uomini e donne così come trà città e zona agricola del paese. Quelle poche persone del Donegal che hanno votato sì alla riforma ha provato un grande sollievo per aver avuto un impatto rilevante in un paese socialmente conservatore ma hanno anche provato delusione e amarezza nei confronti dei propri concittadini che hanno fatto resistenza all’ondata del cambiamento.
La parola ai vincitori
La maggioranza negativa del Donegal, a parte per la forza simbolica del suo voto, non è stata molto rilevante perché nel restante territorio irlandese la maggioranza dei voti è stata positiva. A Dublino il sì è arrivato addirittura al 78% e gli avversari non hanno potuto fare altro che accettare la sconfitta, come John McGuirk, portavoce del partito “Save the 8th“ favorevole all’ Ottavo Emandamento che vietava l’aborto, che però ha continuato ad attaccare dicendo che ai bambini non ancora nati ormai non viene neanche più assicurato da parte dello Stato il diritto di vivere e che a questo punto molto presto potrebbe anche essere approvata una legge che darà il permesso di uccidere i bambini.
Il premier irlandese Leo Varadkar è felice invece di annunciare che verrà richiesta, dopo il riscontro positivo di questo referendum, l’approvazione di una legge entro fine anno che permetta l’aborto nei primi tre mesi se motivati. Le donne che hanno lottato per questa causa, si sono ritrovate insieme in piazza a piangere e a urlare per la felicità, “abbiamo fatto la storia” dicono, finalmente le donne hanno ottenuto la giusta posizione nella società irlandese e possono avere il controllo del loro corpo durante la gravidanza.