Carlo Cottarelli, nato a Cremona nel 1954, economista, dopo aver lavorato per la Banca d'Italia agli inizi degli anni '80 divenne direttore degli Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale. Tornato nel 2013 in Italia diviene Commissario straordinario della Revisione della Spesa Pubblica durante il governo Letta. Durante il governo Renzi è stato commissario alla spending review, ruolo che gli è costato il soprannome di mister forbice.

Serve una nuova legge elettorale

In una intervista a Libero, Cottarelli analizza l'attuale situazione Politica e sostiene che non rimarrebbe sorpreso di ricevere una chiamata da parte di Mattarella per guidare un governo tecnico. Durante l'intervista, afferma però che la vera necessità del paese in questo momento è quella di dotarsi di una nuova legge elettorale che permetta ai cittadini di eleggere un partito in grado di raggiungere la maggioranza, di conseguenza sostiene che all'Italia servirebbe un giurista per guidare un eventuale governo tecnico e affrontare la transizione fino alle prossime elezioni.

L'economista sostiene anche che la sua figura non sarebbe rilevante in un termine di breve periodo e che per questo la vera differenza può provenire solamente se si lavora sulla legge elettorale prima che su qualsiasi altro tema. Per quando riguarda i timori riguardanti il mercato, lui ritiene che un possibile ritorno alle urne non inciderebbe sull'equilibrio attuale e sostiene che, nonostante le preoccupazioni a livello europeo, la possibilità di riformare la legge elettorale e tornare alle urne in ottobre sia realistica.

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Tagli alla spesa e nuove tasse

Per quanto riguarda i tagli alla spesa pubblica e la necessità di scongiurare la possibilità di un aumento della spesa pubblica, Cottarelli suggerisce di mantenere la spesa costante. A suo parere non sono necessarie nuove tasse e non è nemmeno necessario applicare nuovi tagli. Per evitare le clausole di salvaguardia dell'Iva e l'aumento dello spread sarebbe quindi sufficiente congelare la spesa pubblica, dato che la cifra necessaria per evitare che questo si verifichi corrisponde esattamente all'aumento di spesa pubblica previsto per il prossimo anno dal documento di programmazione finanziaria.

Secondo quanto ipotizzato dallo stesso, infatti, in una situazione di crescita moderata e stabile come in questo periodo, al netto dell'inflazione e con la spesa pubblica congelata, l'Italia potrebbe arrivare ad essere in pareggio di bilancio nei tempi di una legislatura, adeguandosi in questo modo alle richieste dell'Unione europea e della BCE.

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