E' in corso in queste settimane il dibattito congressuale di "Possibile", una delle tre formazioni che ha dato vita a "Liberi e Uguali", e che si appresta a decidere il proprio futuro sia sul piano della linea Politica che su quello dei gruppi dirigenti, dopo la decisione di Pippo Civati di non ricandidarsi alla leadership del movimento da lui fondato tre anni fa. Alla sua successione si candidano Beatrice Brignone, parlamentare uscente e prima firmataria della mozione "A repentaglio" e David Tozzo, primo firmatario della mozione "Reinventare la sinistra".

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Nelle scorse ore Blasting News ha intervistato in esclusiva proprio Tozzo, romano, classe 1981, attualmente presidente nazionale di ACORN Italy, organizzazione impegnata nel diritto all'abitare, ma anche scrittore (ha pubblicato 7 saggi), mentre sul piano politico è un iscritto della prima ora a Possibile dopo aver lasciato il PD nel 2015 assieme a Civati. Ecco che cosa ci ha detto.

Tozzo: 'Vi spiego perché mi candido a succedere a Pippo Civati alla guida di Possibile'

Tozzo, come mai ha deciso di candidarsi a segretario nazionale di Possibile?

"Lo faccio per l’amore per le persone che animano la nostra comunità, le quali dopo le dimissioni di Giuseppe Civati si sono trovate sguarnite, magari persino un po’ impaurite e certamente disorientate, lasciate sole, ed io sono per la coesistenza e co-resistenza, non per la solitudine o l’abbandono; così come me l’ha fatto fare una frase, che nel nostro partito riecheggia un po’ come motto semi-ufficiale.

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È una frase di Alexander Langer, politico e scrittore altoaltesino, che nella sua lettera di addio disse: “continuate a insistere in ciò che credete giusto”. Ecco, io credo che l’idea dell’uguaglianza, della tolleranza e della tenerezza, l’idea di Sinistra dietro – anzi: davanti – a Possibile resta quella giusta, per cui credo di essere in dovere di continuare a lottare, anche in prima persona senza paura per un’idea che si ritiene giusta.

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Politica

È la mia idea di politica".

Provando a spiegare per i profani, ma davvero ci sono delle differenze sostanziali fra le due mozioni di Possibile?

"Le due mozioni sono radicalmente diverse, e questa è una ricchezza per il nostro congresso attuale e per Possibile futuro, il cui Segretario - mi impegno pubblicamente – dovrà lavorare per garantire piena cittadinanza della parte sconfitta al congresso, a cominciare da una proposta di modifica statutaria che dovrà essere estesa assieme, affinché questa non si senta né sia trattata come corpo estraneo, ma che compartecipi al nuovo ciclo.

Innanzitutto la nostra mozione è di cambiamento: abbiamo candidato con essa nei nostri organi nazionali il 100% di nuove forze e facce, nuove persone che raccogliendo l’invito di Pippo Civati si mettano in gioco per cambiare. L'altra mozione è invece, pur legittimamente, di conservazione: oltre il 50% dei membri fanno parte della vecchia dirigenza uscente, che ha scelto di non lasciar strada al rinnovamento di Possibile come invece ha elegantemente deciso Civati.

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Sul piano politico poi, l'altra mozione invece propone un sostanziale abbandono di LEU e autosufficienza di Possibile. Un libro dei sogni, anzi, un po’ un incubo: sarebbe la fine non solo del nostro progetto politico, che già a causa della gestione organizzativa passata non si sente troppo bene, ma un contributo di chiusura a quella della Sinistra che noi invece puntiamo a reinventare".

Tozzo: 'Dobbiamo proseguire il lavoro in Liberi e Uguali e reinventare una sinistra del tutto nuova'

Quali rapporti vuol aver con le altre componenti di Liberi e Uguali? Cosa pensa possano fare i partiti esistenti per far uscire la "sinistra" politica dall'angolo? E come può contribuire la società civile?

"Noi siamo per restare aperti ai nostri ‘vicini di ombrellone’ e per non buttare a mare immediatamente, con un distruttivo moto di rabbia, una realtà politica, come quella di Liberi e Uguali.

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Certamente comunque chiediamo a chiare lettere che cambi nei metodi, abbandonando quelli sbagliati viziati dal verticismo e accogliendo, finalmente, criteri come partecipazione democratica aperta, trasparenza, territorialità. Insomma, con LEU ma non a tutti i costi, ma con tutta umiltà e generosità. Tra i primissimi atti da Segretario nazionale, se eletto, alzerò il telefono e chiamerò Nicola Fratoianni, Roberto Speranza ma anche Viola Carofalo, Maurizio Acerbo, Tomaso Montanari e tutti quanti coabitano con noi nel campo a sinistra: badate bene, non per riunire figurine o riallestire uno sgarrupato nuovo-vecchio tavolo del vertice, ma perché nella Sinistra del tutto nuova che vogliamo reinventare, ci deve essere spazio per tutti i volti, e nessuno spazio per i veti". Per quanto riguarda la “società civile”, ebbene, la inviterò a mettersi in gioco e in cattedra, e a darci lezioni di compartecipazione e civiltà – lo dico senza ironia – e sarò disponibilissimo ad ascoltarla, poiché la carne sociale viva del nostro tessuto di riferimento, invero un po’ confuso così come gli scritti di Possibile, hanno ragione da vendere nell’aver intelligenze da offrire, e non esser stati davvero aperti al loro contributo, al contributo di tutti, è stata una delle zavorre peggiori di Liberi e Uguali. Rovesciamo tutto, a cominciare dai tavoli, e mettiamo in cattedra la comunità tutta".

'Parlare con il PD e con il M5S pare oggi impossibile'

Quali rapporti crede che dovrete avere con il PD e quali con il Movimento 5 Stelle?

"In Parlamento ci si va a parlamentare, a parlare, non a chiudersi in sé stessi. Per questo, chi è eletto ha mandato ineludibile di parlare con tutti. Ma certo, parlare con un PD che si è nuovamente “risvegliato in un incubo” di esser preso in ostaggio di Matteo Renzi, o dall’apparente inadeguatezza e progressiva perdita di lucidità di Luigi Di Maio, pare allo stato un'impresa davvero impossibile. Come a mio avviso ben detto da Liberi e Uguali subito dopo l’esito delle urne: se contributo dovrà essere, che sia per riscrivere le regole assieme, solo per quello, per poi ripresentarsi agli elettori, finalmente davvero "per i molti, e non per i pochi", cambiando e reinventando se necessario tutto quanto".

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