C'era grande attesa per quello che avrebbe detto Matteo Renzi a "Che tempo che fa" su Raiuno, dove l'ormai ex segretario del Pd ha fatto la sua prima uscita televisiva da due mesi a questa parte. Ecco le parti salienti di quello che ha detto.

Renzi: 'Incontrare i 5 Stelle anche in streaming, ma No Governo Di Maio'

Matteo Renzi ha esordito dicendo: "Siamo seri, chi ha perso le elezioni non può andare al Governo.

Il 4 marzo non è stato uno scherzo, io mi sono dimesso. Non possiamo con un gioco di palazzo rientrare dalla finestra dopo che gli italiani ci hanno fatto uscire dalla porta. 7 italiani su 10 hanno scelto o Salvini o Di Maio. Il Governo lo deve fare chi ha vinto, se ne è capace".

Rispondendo a una domanda di Fabio Fazio sulla possibilità che il PD possa incontrare il M5S, Renzi ha detto: "Incontrarsi è un bene sempre, si parlano pure le due Coree, quindi possiamo parlare anche col M5S.

Anzi l'incontro andrebbe fatto in streaming per capire se hanno cambiato idea su tanti temi: vaccini, Tav, Ilva e reddito di cittadinanza, perché è importante che i cittadini sappiano. Quindi far un incontro con i 5 Stelle sì, votare la fiducia a un Governo Di Maio però no. Se ora dicessimo che stavamo scherzando, la gente poi non crederebbe più nella democrazia. Questa non è una ripicca. Ci hanno offeso in molti modi, ora io sono disponibile a dire che facciamo finta che tutto questo non sia accaduto: ma la gente cosa penserebbe?

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Politica Pd

Sul Governo deciderà la Direzione nazionale, i gruppi parlamentari e i nostri elettori. Per far nascere il loro Governo serve che 48 su 52 dei nostri senatori gli votino la fiducia, io non riesco a vederli".

Entrando nel merito delle politiche, Renzi ha detto: "Il reddito di cittadinanza è una cosa che non sta né in cielo e né in terra: non si può essere pagati per non fare niente. Ma siccome Di Maio lo ha promesso è giusto che provi a farlo, se ne è capace, anche se il fatto che questo è impossibile deve dirglielo lui: non usare il PD come alibi".

Prima di aggiungere: "Io rosico perché speravo che Salvini non vincesse, io in comune con lui ho solo il nome: ma è arrivato primo con il 37%. Per due mesi hanno fatto un teatrino dopo essersi spartiti le poltrone nelle istituzioni. Poi a un certo punto Di Maio, con le teoria dei due forni, ha deciso di provarci con noi. Mi pare come 'Franza o Spagna purché si magna'. Il fatto è che sui temi di merito non possiamo governare insieme".

Renzi: 'M5S e Lega propongano una riforma costituzionale e noi ci mettiamo a discutere'

Matteo Renzi ha poi detto: "Noi dobbiamo ripartire dalle periferie e dalle scuole, se M5S e Lega non si trovano d'accordo allora qualcuno deve prendersi la responsabilità di dire che il sistema così non funziona. Dovevano forse dirlo prima delle elezioni, quando ci chiamavano 'pidioti', forse dovevano dire all'epoca che un Governo con noi era una delle opzioni".

E poi togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, ha affermato: "Dal 4 dicembre 2016 questo Paese è bloccato: da quel momento l'Italia non ha la possibilità di avere un sistema efficiente. Quello non era un referendum su di me ma sul futuro dell'Italia: è un contrappasso per Salvini e Di Maio, che avrebbero avuto tutto l'interesse a poter avere un ballottaggio per decidere chi governa. Ora o fanno un Governo insieme, oppure hanno il dovere di proporre una riforma costituzionale"

Entrando nel dettaglio Renzi ha detto: "Se non M5S e Lega non sapranno mettere in atto le mirabolanti promesse fatte, allora è possibile che si torni a votare e non so se prendono più voti di prima: sarebbe un gigantesco schiaffo ai cittadini, la Politica deve superare la fase adolescenziale in cui ognuno vuol fare lui il Premier. Questa palude è la dimostrazione che avevamo ragione nel 2016, volevamo dare al cittadino la possibilità di scegliere. Questa possibilità oggi c'è ma non tocca a noi fare questa proposta: prima di tornare a votare loro devono proporre una legge elettorale e una riforma costituzionale. Questi sono i momenti migliori in cui tutti possono discutere insieme delle regole. Ci accusavano di voler cambiare le regole da soli: ora provino loro a cambiarle e noi siamo disponibili a metterci a sedere. Facciano partire davvero la Terza Repubblica? Sono disponibili a prendersi una responsabilità? Noi non vogliamo andare al Governo e non vogliamo le poltrone, ma vogliamo dare un aiuto dall'opposizione e ascoltare le loro proposte sulle regole del gioco: a quel punto ci sarà un anno o due di attività parlamentare. Deciderà Mattarella con quale Governo. Se c'è l'accordo sulle regole si può fare tutto, purché siano i cittadini a tornare arbitri. Insomma scriviamo le regole del gioco per il bene del Paese".

Sulla possibilità di fare un partito alla Macron, Renzi ha glissato: "Io ho la tentazione di costituire un sistema alla francese che funzione: loro stanno recuperando posizioni in tutti i settori economici perché hanno delle istituzioni solide: noi invece facciamo teatrini".

'PD non può essere badante Governo M5S'

E guardando all'interno del suo partito Renzi ha concluso: "Il PD deve guardare in faccia la realtà, abbiamo fatto leggi attese da decenni, con il voto contro di Salvini e Di Maio. Ma abbiamo perso e quando succede questo non si può far finta di niente. Qui mi sono dimesso soltanto io. Qualcuno pensa di fare i badanti al Governo 5 Stelle sarebbe offensivo per noi e per loro. Noi dobbiamo essere diversi dagli altri e dobbiamo smettere di litigare al nostro interno. Sono stato massacrato per 5 anni dall'opposizione interna, a forza di attaccare me è arrivato l'altro Matteo. L'opposizione può essere un bel posto da cui ripartire. La politica non si fa per occupare le poltrone. Diciamo sì a un'apertura totale per scrivere le regole insieme".

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