Incontri sempre più frequenti tra i due protagonisti odierni della Politica italiana: Salvini e Di Maio. I due leader stanno giungendo proprio in queste ore all'accordo sul nome del futuro premier, che secondo i patti tra i due partiti dovrebbe essere un parlamentare del Movimento 5 Stelle. Ciò che sorgerà sarà sicuramente qualcosa di nuovo, un panorama politico mai sperimentato in precedenza che vedrà due partiti strutturalmente diversi unirsi per formare un esecutivo.

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I possibili premier

E' quasi tutto pronto, l'accordo di governo è in dirittura di arrivo e ora manca solo la convergenza sul nome del premier. In realtà questo potrebbe rilevarsi l'ostacolo più difficile, in quanto la figura del premier deve essere poi accettata anche dal Capo dello Stato che, secondo la Costituzione, ha il diritto di porre la riserva. L'ipotesi di Di Maio premier è ancora in campo, anche se la Lega è contraria, soprattutto la coalizione di centrodestra.

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Nel frattempo sono state avanzate nuove proposte, va trovata una figura che in qualche modo deve servire da collante politico tra i due partiti: per questo motivo non è possibile proporre un personaggio legato troppo al Movimento, come Di Battista ad esempio. E' stato fatto il nome di Spadafora (portavoce dei 5Stelle) e anche di Riccardo Fraccaro, oppure quelli di Vito Crimi (il primo capogruppo dei grillini alla Camera) e anche quello di Alfonso Bonafede.

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Il problema principale è che la figura del primo ministro non deve soltanto tenere uniti i due partiti, ma soprattutto deve rappresentare gli italiani tutti. Il futuro premier dunque dovrebbe essere una figura forte e, soprattutto, determinata a far rispettare l'accordo di governo in modo da restituire un minimo di fiducia nella politica ai cittadini.

La spartizione dei ministeri

L'accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle è un patto a 360 gradi che comprende anche la spartizione delle poltrone più importanti, come quelle dei vari ministeri.

Salvini si sarebbe garantito il posto da ministro degli Interni, mentre il ministero degli Esteri potrebbe andare nelle mani di Giampiero Massolo, già presidente del consiglio d'amministrazione di Fincantieri. Bonafede, se non verrà scelto come premier, potrebbe andare al ministero di Giustizia. Il portavoce della Lega, Giancarlo Giorgetti, è in prima posizione per il posto da sottosegretario con la delega ai Servizi.

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La Lega poi deciderà i nomi per altri due ministeri, quello del Turismo e quello dell'Agricoltura. I 5Stelle decideranno i ministeri dell'Economia e delle Politiche Ue che potrebbero andare a dei tecnici.

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