Il caso della nave ONG Aquarius fa accadere un qualcosa che in Italia non si vedeva dal 1997, quando alla Presidenza del Consiglio dei Ministri vi era Romano Prodi ed al Viminale sedeva l'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Quando infatti in Serbia si combatteva contro l'ex dittatore Slobodan Milosevic, gli sbarchi dei profughi albanesi nell'estate di quell'anno furono ingenti soprattutto sulle coste pugliese.

Pubblicità
Pubblicità

Una situazione che divenne insostenibile e che portò il Governo ad una decisione drastica: la chiusura dei porti sulla costa est dell'Italia. Quella scelta fu accolta all'epoca con grande stupore da parte dell'Europa, che mai si sarebbe aspettata una tale decisione da chi sarebbe diventato pochi mesi dopo il Presidente della Commissione Europea e che per la prima volta mise l'Europa davanti alle sue responsabilità.

Pubblicità

Da lì in poi si arrivò alla stipula di diversi trattati: da Triton (scaduto e mai rinnovato) fino ad arrivare al trattato di Dublino attualmente in vigore.

Dove è l'Aquarius ora?

L'Aquarius attualmente si trova in navigazione verso Valencia, unico porto che ha deciso di accogliere i quasi 700 migranti. La questione è ancora in divenire in quanto fino a ieri sera era ferma a ventisette miglia nautiche da Malta ed a trentadue dalle coste siciliane.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Matteo Salvini Lega Nord

Si è creata un pò di indecisione dopo l'aperture del porto di Valencia da parte del neo premier spagnolo Sanchez. La nave è affiancata da due motovedette della nostra Guardia Costiera che non solo stanno scortando la nave ma stanno fornendo i viveri ed i medicinali necessari per questi giorni di navigazione che servono per raggiungere il porto sicuro. L'espressione "porto sicuro" è espressione utilizzata nella Convenzione di Ginevra che viene utilizzata in questi casi e per giustificare la chiusura dei porti italiani.

La legge europea infatti dice che in caso di immediato pericolo è possibile chiudere i porti. La normativa, e quindi il pericolo immediato, è stata intesa dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini nel senso di complicazioni nell'accogliere gli oltre seicento migranti che stavano per giungere sulle coste siciliane e quindi con difficoltà nella gestione dei profughi che stavano arrivando accompagnati da una organizzazione non governativa battente bandiera britannica.

Pubblicità

La richiesta italiana è sempre la stessa : una maggiore cooperazione da parte dei nostri partner internazionali.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto