Il Governo formato dai ministri di Movimento 5 Stelle e Lega è iniziato e il premier Giuseppe Conte si è presentato al Senato per parlare del programma di Governo e per ottenere la fiducia dei senatori. Il discorso che ha fatto è stato lungo e, con esso, ha affrontato vari argomenti, affiancato dai vicepresidenti del Consiglio, Luigi di Maio e Matteo Salvini. Ma vediamo meglio quali sono state le parole da lui pronunciate e i temi al centro di ciò che viene definito il 'contratto agli italiani'.

Ciò che ha detto Giuseppe Conte al Senato

Come anticipato sopra, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato del programma di Governo al Senato e lo ha fatto cominciando col precisare di non aver mai svolto incarichi politici ma che, da adesso, si renderà disponibile a garantire l'attuazione del cambiamento che vogliono Lega, 5stelle e soprattutto i cittadini che li hanno votati. Dopo aver esordito in questo modo, Conte ha proseguito dicendo che il popolo ha bisogno di risposte concrete e che la sua fiducia va conquistata "giorno dopo giorno", "mettendo da parte le convenienze".

Inoltre, ha espresso il suo pensiero riguardo al populismo e cioè che, secondo lui, parlare di cambiamento non significa fare propaganda per agitare il popolo ma creare una vera e propria "necessità di aprirsi al vento nuovo che soffia" dove non esisteranno più "vecchi privilegi e incrostazioni di potere". Sul tema della giustizia ha ricordato che sarà priorità di questo Governo indennizzare le vittime dei reati, potenziare la legittima difesa e porre fine al "business dell'immigrazione".

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Sul lavoro, invece, ha detto che ci sarà un salario orario minimo, saranno messi a disposizione fondi per il reinserimento lavorativo dei disoccupati come il reddito di cittadinanza. Dal punto di vista fiscale verrà revisionato il sistema impositivo attraverso l'introduzione delle aliquote fisse della flat tax e, in più, la possibilità di effettuare delle deduzioni in modo da garantire una certa progressività nel pagamento delle imposte.

Per quanto riguarda i rapporti con l'Estero, Conte ha parlato di apertura dell'Italia alla Russia, partecipando attivamente alla revisione del sistema sanzionatorio. Inoltre ha affermato che, tra i casi di conflitto di interesse, vanno annoverate "qualsiasi utilità, anche indiretta, che l'agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa". Riprendendo il tema dell'immigrazione, Giuseppe Conte ha sostenuto che l'Italia non sarà una nazione razzista ma che si farà in modo di bloccare coloro che entrano illegalmente, garantendo invece l'accoglienza agli immigrati regolari che lavoreranno e contribuiranno quindi allo sviluppo economico dell'Italia.

Tutto questo in base al principio secondo cui "le procedure mirate all'accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci". Infine, Conte ha concluso con una considerazione sulle opposizioni dicendo che verranno valutate le opinioni contrarie e verranno accolti i "gruppi parlamentari che vorranno condividere il nostro cammino".

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