C'è preoccupazione per la sentenza attesa per la prossima settimana. Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha rilasciato un'intervista a Peter Gomez. Durante la festa de Il Fatto Quotidiano celebrata a Marina di Pietrasanta, il leghista ha toccato diversi argomenti, tra cui la prossima tappa dell'iter giudiziario che vede coinvolti i fondi della Lega.

Giorgetti: 'Se i giudici decidono così, siamo finiti'

La sentenza del Tribunale del Riesame è prevista per il 5 settembre.

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Qualora i giudici decidessero di sequestrare tutti i futuri finanziamenti, l'inevitabile conseguenza sarebbe la chiusura del partito. I fondi che la Lega aveva sono già stati confiscati dalla magistratura, dopo la condanna di Umberto Bossi e Francesco Belsito, azzerando di fatto le casse del gruppo. Se a questo si aggiungesse anche l'impossibilità di avere fondi in futuro, ''il partito non potrebbe più esistere, perchè non ha più soldi'' dice Giorgetti.

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Nonostante questo 'piccolo' problema di risorse, il sottosegretario fa notare che la Lega, oggi, si presenta come il partito più attraente e competitivo. Addirittura, Giorgetti afferma: ''L'opposizione non esiste. Facciamo tutto noi: il governo e l'opposizione''. E a patire non è solo la sinistra, anche Forza Italia sembra superato o non più accattivante come un tempo. A tal proposito, il portavoce osserva come ''la Lega cresca e gli altri diminuiscano'', mettendo così il Carroccio nelle condizioni ideali per guidare tutto il centro-destra. Le mancanze economiche, quindi, sono compensate dalla crescita elettorale.

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Le altre questioni toccate da Giorgetti

Durante l'intervista, il sottosegretario ha anche parlato della nave Diciotti, questione che ritiene vada approfondita e chiarita, soprattutto riguardo ''a come sia possibile che la Diciotti sia entrata in acque maltesi''. In merito all'inchiesta che ha travolto il ministro dell'Interno, conclude ironicamente che ''Ora sono contenti sia Salvini che il magistrato'', dal momento che crede in un'ipotesi in cui ''il magistrato volesse indagarlo e a Salvini non dispiacesse essere indagato''.

C'è però una critica che Giorgetti rivolge al vicepremier e che riguarda la promessa di attuare 500mila rimpatri. ''L'ha sparata grossa'', dice, sottolineando che talvolta ''bisogna saper anche frenare'' per non esagerare. Tuttavia, confida nella capacità d'intuizione di Salvini, che saprà capire quando arriverà il momento di fare un passo indietro. Infine, sul crollo del ponte a Genova, il leghista non si sbilancia: ritiene poco probabile l'attuazione della nazionalizzazione proposta dai 5 Stelle, ma conferma che la procedura per la revoca delle concessioni è già iniziata.

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Il provvedimento 'salva-Benetton' del 2008, invece, aveva ottenuto i voti favorevoli della Lega unicamente perché il gruppo era sottoposto ''ad un vincolo di maggioranza''.

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